Il dolore
Ciatti e Cappelli, il plus dell’Aglianese
Direttore sportivo e difensore decisivi anche nella terza promozione consecutiva
AGLIANA. Se dovessimo dare un nome e un cognome all’impresa dell’Aglianese, tornata in Serie D dopo 11 stagioni, sceglieremmo quelli di Fabio Ciatti. Il direttore sportivo neroverde, in questa fantastica cavalcata che ha riportato il sodalizio aglianese nella massima serie dilettantistica, non ha sbagliato un colpo, «Abbiamo coronato un sogno iniziato tre stagioni fa in Prima Categoria – ricorda emozionato –. Ci eravamo dati 4 anni, siamo riusciti a farlo in anticipo. Voglio ricordare che eravamo terzi a dicembre, è stata una rimonta incredibile».
Merito anche del suo coraggio nell’avvicendamento in panchina tra Bracaloni e Fanani: «Abbiamo rischiato con il cambio perché credevamo che la squadra potesse vincere il campionato e avevamo ragione – spiega il d.s. –. Il momento chiave è stata la vittoria con la Fortis, col sorpasso e la presa di coscienza che potevamo farcela».
È stata una marcia trionfale: «Grande gruppo, grandi mezzi, grande società – chiosa – il prossimo anno ci attende un campionato difficile, ma finalmente l’Aglianese torna dove merita, nella serie A dei dilettanti. E posso garantirvelo: faremo bene».
Con Ciatti a dirigere le operazioni fuori dal campo, nel rettangolo di gioco ci ha pensato Andrea Cappelli a guidare i suoi al traguardo. Il difensore indossa i colori neroverdi da quando batteva i campi della Prima Categoria ed è stato protagonista in tutte e tre le promozioni: «Stiamo vivendo sensazioni incredibili – racconta –. È il terzo campionato di fila che vinciamo e farlo con una rimonta così è una soddisfazione doppia». Diciamo tripla, considerando che Cappelli è stato uno dei primi a sposare il progetto neroverde: «Anni fa ho vissuto i successi della prima squadra mentre giocavo nel settore giovanile e conosco la serietà della famiglia Giusti e del presidente Doni – ripercorre – sapevo che il progetto di riportare l’Aglianese in Serie D non era campato in aria e ho accettato con entusiasmo la loro proposta».
Un trionfo nato proprio dalla difesa: «Tutti abbiamo giocato un ottimo calcio: se abbiamo la migliore difesa del raggruppamento, è perché tutta la squadra partecipa alla fase difensiva. In un campionato così tirato hanno fatto la differenza gli scontri diretti – conclude Cappelli – noi li abbiamo interpretati al meglio e adesso possiamo goderci i festeggiamenti».
Una festa più che meritata.
Alessandro Benigni
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