Sicurezza
«Cattivi troppo tardi e troppo poco»
Coach Esposito: peccato non aver saputo chiudere la partita una volta rientrati
PESARO. «Questa partita è stata in qualche modo simile a quella contro Reggio Emilia: abbiamo giocato con cattiveria troppo tardi e troppo poco». Vincenzo Esposito ci prova in tutti i modi a mascherare l’amarezza nella sala stampa dell’Adriatic Arena ma sul suo volto si legge la delusione per una gara in cui «Pesaro è stata brava– dice il Diablo– Braun pure ma noi siamo andati male nell’approccio al match e nel momento in cui dovevamo chiuderla. Peccato».
L’inizio e la fine: due momenti chiave in cui la The Flexx è mancata, nonostante una grande rimonta dopo l’intervallo che l’aveva portata a condurre una gara cominciata con 20’davvero opachi. Lontani anni luce dagli approcci vivaci su cui la The Flexx ha costruito le vittorie prestigiose su Venezia e Torino. «Nell’intervallo– dice Esposito– ho detto alla squadra che dovevamo fare quello che avevamo preparato in settimana. Infatti abbiamo aumentato l’intensità difensiva, abbiamo mosso di più la palla all’inizio dell’azione offensiva e abbiamo sistemato le cose». Riacciuffata con decisione la gara, Pistoia non è riuscita a sfruttare il vantaggio e l’inerzia che sembrava sua. Cos’è successo? «Dovevamo arrivare più lucidi e freschi nel momento in cui abbiamo ribaltato la partita– dice il tecnico biancorosso– invece siamo stati frettolosi e superficiali anche perché abbiamo risentito del brutto inizio e dello sforzo fatto per rientrare. Il terzo e il quarto periodo sono stati difensivamente simili e validi».
Alla domanda sulla prova concreta di Braun, che ha giocato la prima gara italiana contro Pistoia che in estate lo aveva inseguito, Esposito ha risposto diretto. «Se mi ha sorpreso Braun? No, ha già avuto esperienze europee importanti. Mi ha sorpreso il nostro atteggiamento del primo quarto».
Elisa Pacini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
