La protesta
Blu volley, una vittoria di platino
Quarrata sbanca Padova e adesso ha un tesoretto: più dieci sulla zona retrocessione
Arthur Schnitzler , poliedrica figura divisa fra teatro e medicina, maestro del monologo interiore, sosteneva che “Essere pronto è molto, saper attendere è meglio, ma sfruttare il momento è tutto”. Il Blu Volley Quarrata ha messo in atto tale triplo proposito facendosi trovare pronto e cogliendo l’attimo dopo ben 21 turni alla ricerca del primo blitz lontano dal “talismano Palamelo”. Lo ha centrato nella campagna padovana, sul campo dell’Eraclya Aduna Padova (1-3,11-25 25-23 19-25 16-25 ), roster già retrocesso ma non certo in disarmo. Un avversario che ha onorato nel migliore dei modi l’impegno, facendo vacillare in alcuni frangenti le certezze delle quarratine, brave poi a riprendere il filo del gioco, a scrollarsi di dosso la pressione e portare a casa (aggiungiamo finalmente) tre punti pesanti come il piombo e preziosi come l’oro. Questo perché contemporaneamente le altre due pericolanti, l’Ambra Cavallini Pontedera ed il Limmi School Perugia, restavano a bocca asciutta e così , a quattro gare dal termine la matricola terribile del torneo si trova in dote addirittura 10 punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Il team ospite parte come Bartali nei tapponi massacranti al tour de France. La battuta è vivace e pimpante, tutto gira per il verso giusto in qualsiasi zona della metà campo pistoiese e le patavine sono spettatrici non paganti dello show …in “Blu” recitato alla perfezione nel veloce primo set. Tuttavia l’Eraclya Aduna si ricompone, confermando i progressi delle ultime giornate. Quarrata soffre, resta nel match ma si arrende ai vantaggi. Ci vuole un’occhiata dall’orlo del precipizio, rappresentato dal 17 – 12 per le padroni di casa nel set seguente, per scuotere la giovane franchigia di Torracchi che da lì al finale di frazione lascia 2 soli punti a Padova. Meno battaglia nel quarto e decisivo set col Blu Volley che torna splendente e spietata al pari della frazione iniziale. Tutte brave con le centrali Pazzaglia e capitan Di Gregorio un gradino sopa. E’ quasi mezzanotte quando la felice comitiva risale sul bus ed il cielo è stellato. Nello sguardo del condottiero Davide Torracchi, c’è la stessa malcelata soddisfazione del marinaio andaluso Juan Rodríguez Bermejo quando dalla coffa della Pinta in una notte altrettanto luminosa intravide le coste dell’America . “Non siamo ancora in porto – ammonisce il tecnico di Montale– anche se l’approdo è vicino. Manca un ultimo sforzo però è innegabile che questo successo in trasferta, atteso così tanto tempo, ci dà un enorme spinta sotto il profilo del morale e della classifica. Abbiamo interpretato benissimo primo e quarto set mentre il secondo direi che Padova se lo è ampiamente guadagnato. Nel terzo parziale il “braccino del tennista” poteva costarci chiaro ma le ragazze hanno saputo reagire, facendo valere il maggiore spessore tecnico”. Lo spumante è in frigo.
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