Il Tirreno

Pistoia

Luperini: «Un gol che ci fa rinascere»

di Alessandro Benigni
Luperini: «Un gol che ci fa rinascere»

La rete nei secondi finali contro la Lucchese ha ridato slancio agli arancioni

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PISTOIA. È il punto di vista che fa la cosa, diceva nel XIX secolo il linguista Ferdinand Mongin De Saussure. Affermazione saggia e sempre valida anche nell'anno di grazia 2018: vedere per credere quanto successo martedì, in una classica serata dove l'inverno non vuol saperne di lasciar definitivamente spazio alla primavera. Il cronometro, al Porta Elisa, dice 95'17'' della sfida tra Lucchese e Pistoiese. Se esistesse un'istantanea di quel momento, apparirebbe come un dipinto caravaggesco: l'arcobaleno col pallone disegnato dal piede di uno stremato Nardini; la volitiva capocciata riccioluta del numero 17 in maglia arancione, Gregorio Luperini; la disperazione del capitano rossonero Espeche, a terra ormai inerme; l'inutile guizzo di Albertoni e la rete che si gonfia; la gioia e la disperazione al loro massimo picco. In Italia si dice che il numero 17 porti sfortuna. Questione di punti di vista, dicevamo: a Lucca, dopo quanto successo, ne saranno ancora più convinti. A Pistoia, invece, apparirà d'ora in poi come il più lucente degli amuleti. Lo spartiacque tra un derby perso e un pari al sapor di vittoria, tra una stagione compromessa e un rush finale tutto da giocare. Il 17 ha rimesso tutte le cose al loro posto, perché la Pistoiese non avrebbe meritato la sconfitta. Lo ha detto Indiani nel post gara, lo ha confermato l'eroe del Porta Elisa, nonché suo fedele scudiero da sempre: «Non avevamo mai iniziato così bene - ha detto Luperini - poi, come spesso succede, al primo errore siamo andati sotto. La partita però l'abbiamo sempre fatta noi, anche in inferiorità. Avremmo meritato la vittoria - ha detto senza tanti giri di parole - il pari ci sta stretto, ma per come è arrivato vale oro». Oro colato per la precisione. Frutto del lavoro di una squadra che, al di là degli episodi e delle difficoltà, non molla mai. Soprattutto nei derby. «Siamo un gruppo molto unito e ci teniamo a fare bene per questa maglia - ha affermato il centrocampista, attaccante aggiunto al Porta Elisa - ultimamente non stanno arrivando i risultati, ma purtroppo tra sfortuna e infortuni non è un gran periodo». Però un punto arrivato in questo modo può avere la forza dirompente di cambiare tutto: «Una vera botta d'entusiasmo: dopo la partita aspettavo solo che passasse la notte per tornare a lavorare con i compagni verso Piacenza».

Leggenda vuole che nell’Antica Roma, il numero 17 (XVII in latino) portasse sfortuna in quanto anagramma di VIXI (“Ho vissuto”, e quindi “Sono morto"). Questione di punti di vista: la Pistoiese, infatti, è viva più che mai.

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