Lutto
Della Rosa, nuovo orgoglio biancorosso
Le due triple contro i campioni d’Italia e la dedica alla curva: «Ringrazio Esposito per avermi dato la chance di giocare in A»
PISTOIA. “Questa è la storia, di uno di noi, anche lui nato per caso in via...Fermi” . Riadattiamo così la celebre canzone di Adriano Celentano e la via Gluck perché calza a pennello su quello che è il personaggio del momento in casa The Flexx, vale a dire Gianluca Della Rosa.
Le due triple contro i campioni d’Italia di Venezia che hanno dato il là al solco scavato dai biancorossi per portarsi a casa la vittoria più bella della stagione, la grinta, la determinazione e quella dedica, spontanea ma sentita, alla curva. La “sua” Curva: quella nella quale suo fratello Tommaso, playmaker dell’Axa Montale in C Gold, sta in balaustra col megafono e quella che l’ha portato in giro per l’Italia quando era un semplice uomo della “Baraonda Biancorossa” e non alle dipendenze di coach Esposito. Perché la passione per la sua città scorre nelle vene. «Domenica è stata una giornata indimenticabile – ammette Gianluca Della Rosa – la prima bomba era venuta bene, la seconda ho tentato quasi alla cieca ed è andata ancora meglio. Lì è scoppiato il palazzetto e tutto quello che è venuto dopo: messaggi, telefonate, strette di mano e complimenti che però ho girato a tutta la squadra perché la vittoria contro Venezia è stata di tutti. Una dedica? Il dito era verso i tifosi e verso mio fratello: ho iniziato dalla Curva Pistoia ad andare in giro per l’Italia e mi ricordo ancora le 10 ore di pullmino per andare a Brindisi per la finale playoff di LegaDue».
La stagione del debutto in A per Della Rosa è comunque importante e non solo per la gara di domenica (14 partite con 2, 4 punti in 6’di utilizzo medio ed il 56% da 3) ma per quello che riesce a dare dentro e fuori dal campo tanto che, adesso, è diventato l’orgoglio di tutto il popolo biancorosso: il ragazzo che è nato in via Fermi, cresciuto nella “cantera” di Bottegone ed ora maturo per il grande salto. «Ho sempre detto che avrei voluto vedere una volta nella vita il nome Della Rosa scritto sul tabellone del PalaCarrara – prosegue il play della The Flexx – però ancora non ho fatto niente. In campo cerco di mettere l’energia massima che ho, anche quando sono in panchina, perché essendo fisicamente più piccolo devo sopperire con altre caratteristiche. La stessa energia che ha, con la squadra, coach Esposito: lui è come se giocasse con tutti noi ed è sempre positivo anche nei momenti in cui abbiamo visto buio pesto. Io lo ringrazierò a vita perché ha avuto il coraggio di farmi esordire in Serie A: non mi aspettavo di giocare tutti questi minuti, sento la fiducia e cerco di capire se posso stare a questi livelli oppure no».
Dopo i due punti fondamentali presi con Venezia, ora la trasferta di Torino. «Sono una squadra imprevedibile, un po’come noi – conclude Della Rosa – io ho un brutto ricordo del PalaRuffini quando perdemmo la finale scudetto Under19 e per questo confido nel riscatto: la Fiat ha molti alti e bassi mentre noi siamo in fiducia e approcciamo il match come se fosse una finale». Sette finali nelle quali il ragazzo di via Fermi vorrà lasciare ancora la propria impronta per alzare ancora una volta la mano verso quella Curva. Da dove tutto è iniziato.
Saverio Melegari
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