Il Tirreno

Pistoia

«C’è chi gioca per sé, non per la squadra»

The Flexx, acque agitate dopo il ko con Reggio. Mian: la rabbia per la sconfitta va incanalata in agonismo contro Venezia

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PISTOIA. Che la sconfitta-beffa rimediata contro Reggio Emilia avesse lasciato qualche strascico in casa The Flexx Pistoia era facilmente intuibile. E nella conferenza stampa di metà settimana Fabio Mian l’ha confermato a chiare lettere. «Rilassati troppo nell’ultimo quarto? Assolutamente no – afferma il goriziano – con 14 punti in classifica non puoi permettertelo. Il punto è che bisogna concentrarsi sugli obiettivi comuni piuttosto che su quelli personali».

Una stilettata in piena regola, anzi due: «La chimica di squadra non si può forzare», aveva detto in precedenza. Tradotto: il gruppo non è unito e qualcuno tende troppo spesso a mettersi in proprio. E Mian questa volta non ce l’ha fatta a far buon viso a cattivo gioco. Chi nel mirino? Probabilmente Ivanov, che tende molto ad accentrare il gioco. Forse McGee, colui che dopo Reggio aveva parlato di “rilassamento” . Oppure Diawara, restio a mettersi del tutto al servizio della squadra. Difficile invece che Mian si riferisse a Moore: sabato si è preso la sciagurata tripla finale in una serata nera, però il capitano ha tirato la carretta tutto l’anno. A prescindere dai nomi, comunque, quello che è certo è che nello spogliatoio biancorosso non tiri una bella aria. E se per Michele Stilli «il mercato non può dirsi chiuso», Mian da par suo garantisce il massimo impegno fino alla fine. A partire da Venezia: «Loro sono una squadra completa in tutti i ruoli – ammette – tecnicamente sono molto più bravi di noi. Per avere una chance dovremo metterci più energia e più voglia per riempire il gap». E più cattiveria, soprattutto. «Certo – concorda – anche perché a volte in questa stagione ci è mancata. È meglio mettere le mani addosso piuttosto che farsele mettere».

La squadra è nervosa, dicevamo: «C’è rabbia perché a un certo punto la sfida con Reggio sembrava una partita quasi vinta – spiega Mian – questo nervosismo va incanalato in agonismo: solo in quel caso può diventare un fattore positivo. È diverso rispetto a Cremona: l’anno scorso non abbiamo mai dimostrato di poter vincere, ogni cosa fatta non portava risultati – conclude – questa stagione invece abbiamo dimostrato di saper fare cose buone. Ora bisogna sistemare quelle meno buone».

Alessandro Benigni

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