Sicurezza
Pistoia torna da Cantù con le ossa rotte
Biancorossi in ritardo di ventuno punti alla sirena finale
PISTOIA. La The Flexx cercava un passo avanti ed invece è arrivato l'ennesimo scivolone esterno dove, oltre al risultato, di molto negativo a Desio contro Cantù, rimane la prestazione biancorossa. Si sperava in un colpo di scena, le parole della vigilia di un fiducioso Vincenzo Esposito, avevano fatto sperare in un cambio di passo. Invece il copione è stato lo stesso, desolante, con una squadra che lontano dal PalaCararra rimane l'ombra di quella che in casa ha vinto tre gare su tre nel girone del ritorno. E che, verosimilmente in casa, deve continuare a costruire la salvezza (nonostante i prossimi ospiti si chiamino Reggio Emilia e Venezia) visto che fuori la difesa è più morbida del famoso tonno che si taglia con un grissino e si continua ad andare in apnea alle prime onde. Onde che giocando contro i vari Burns, Culpepper, Smith, Thomas, giocatori da top team europeo (sia per rendimento che per stipendio) diventano cavalloni che puntualmente ti travolgono se non usi i pochi salvagenti che hai per rimanere a galla. La difesa, grande assente per i primi 20' prima del timido sussulto del terzo quarto, e la leadership di quelli che dovrebbero essere i tuoi fari. Vedi alla voce play e guardia titolare, Moore e McGee, che hanno portato in dote 16 punti in due con l'esterno campione d'Italia a rimpinguare il tabellino nel lungo garbage time finale. Oppure alla voce Ivanov che ha sperperato i 12 falli subiti con 5/11 dalla lunetta in una serata in cui Pistoia ha sbagliato ben 15 liberi totali (12/ 27 il dato finale, impresentabile in serie A). Numeri incontrovertibili che hanno mantenuto inalterate le distanze, risapute soprattutto dal punto di vista tecnico, con una Red October che giustamente punta ai playoff nonostante da settimane sia senza Crosariol, fresco babbo di Gabriele e spettatore anche contro la sua ex squadra. Cantù ha confermato di essere più forte, come aveva fatto ben vedere all'andata quando- nel pieno dei problemi societari che ora sembrano dissolti- forse per prima aveva messo la The Flexx di fronte alla dura realtà passeggiando su una squadra figlia di un'estate travagliata. Al ritorno non ha fatto sconti ad una Pistoia cambiata nei volti rispetto alla gara di novembre, ma ancora alle prese con mille difficoltà e dove i limiti tecnici non sempre vengono tamponati dalla solidità caratteriale. Insomma Cantù è di un altro livello e l'ha dimostrato con le sfuriate dell'uomo ovunque Burns, delle triple spezzagambe di Culpepper e le invenzioni di Smith mentre Pistoia ha confermato quella debolezza esterna che la vede sconfitta dal 5 ottobre quando a Capo d'Orlando alla prima giornata ha trovato l'unica vittoria esterna. La speranza biancorossa di rimanere aggrappata al match, ergendo quel muro difensivo che sette giorni fa aveva fermato l'attacco grandi numeri di Varese, dura una manciata di minuti. Sull'11 pari, le zampate di Smith e Burns hanno portato Cantù sul 26- 14. Break stoppato dall'ingresso di Laquintana per uno spento Moore (26- 20 al 10'), prima della nuova accellerazione con Ellis e Chappell che hanno messo ben 41 punti in 15' sul groppone biancorosso. A metà gara saranno 59 i punti subiti da Pistoia, preludio ai 106 finali che ritoccano ancora i 101 incassati giusto un mese fa ad Avellino. L'unico tentativo vero di giocarsi le proprie carte, Pistoia lo ha fatto vedere nel terzo quarto. Le giocate soliste di McGee e i lampi di Gaspardo valgono il -11 che diventa -8 (68- 60 poco prima del 28') con Laquintana e il sussulto di Moore. E' l'unica volta che Pistoia abbatte la doppia cifra di svantaggio prima che Cantù la punisca con la tripla del gregario Parrillo dopo l'erroraccio di Mian in schiacciata. Ciliegina sulla torta amarissima della The Flexx i pasticci arbitrali.
Cantù si ritrova dopo il quarto meno brillante sul +14 che diventa subito +19 con le nuove scorribande di Burns. Cantù non forza ma anche quando, a 6' dalla fine, McGee e Mian insaccano le triple del nuovo -12 (85- 73) la sensazione rimane quella di una gara che ha già emesso il suo verdetto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
