Sicurezza
«Il fisico c’è, la testa no: manca il carattere»
MONTECATINI. Carlo Caramelli ricorda molto sir Lawrence Oliver nel film “Cime Tempestose”, sia per l’aplomb britannica che per il timbro basso, quasi roco, della voce, come il disperato Heathcliff...
MONTECATINI. Carlo Caramelli ricorda molto sir Lawrence Oliver nel film “Cime Tempestose”, sia per l’aplomb britannica che per il timbro basso, quasi roco, della voce, come il disperato Heathcliff quando invocava il nome di Cathy nella bufera di neve. In questo caso specifico, però, le condizioni climatiche o il tono impostato c’entrano poco. L’afonia è dovuta ad una settimana in cui le corde vocali dell’ex difensore di Catanzaro e Ternana hanno subìto sollecitazioni importanti, dovute ai continui richiami e alle istruzioni gridate alla sua nuova truppa. Il colpo di grazia alla infiammata laringe non è arrivato dalle fredde lande della brughiera scozzese – come da romanzo – ma dagli spifferi venefici del grecale che spazzavano la costa di Genova.
Sull’angusto rettangolo d’Albissola, i biancocelesti stanno in partita per 75’, per poi crollare nell’ultimo quarto d’ora. Tuttavia timidi segnali di ripresa si intravedono nell’analisi di questa ennesima caduta stagionale (la 14esima per l’esattezza) del glorioso club dell’Airone.
«Innanzitutto – spiega il fioco Caramelli – la squadra è stata propositiva e ha creato i giusti presupposti per portarsi in vantaggio. Parlo del palo colpito da Aziz e di almeno 3 o 4 occasioni da rete fallite di poco nel primo tempo. Incassato il gol, sono poi venute fuori le carenze caratteriali del gruppo, facile allo “sconforto” quando va sotto».
«Anche se abbiamo ceduto nel finale – sottolinea il trainer dei biancocelesti – la tenuta atletica dell’organico non c’entra assolutamente. I ragazzi stano benone. È tutta una questione di testa, difetto che sto cercando di estirpare con tutte le mie forze da quando sono arrivato. Sul gioco e sulla disposizione in campo le cose vanno invece un po’ meglio».
La nota dolente, al di là del raggiungimento o meno del terz’ultimo posto (-1 dallo Scandicci), resta l’aspetto agonistico. Nel Dna della rosa, “l’animus pugnandi” è quasi assente ed il Montecatini attuale non può permetterselo.
Per quanto riguarda i singoli, non male i giovani Fedi, Lucarelli e Degl’Innocenti, oltre al rientrante Agrifogli. (r.g.)
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