Il dolore
l’analisi del coach
«Serviva sfrontatezza, non timore»
Esposito: c’è mancata la faccia giusta, e l’Olimpia non ha fatto sconti
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PISTOIA. «Abbiamo fatto male non tanto tecnicamente quanto a livello di desiderio e mentalità».
Vincenzo Esposito prova a cercare i difetti di una partita in cui Pistoia si è sgonfiata con il passare del tempo, mancando di continuità dopo i primi venti minuti decisamente di buon livello. «Di fronte ai top a livello europeo i più giovani e meno esperti fanno fatica. Queste partite vanno affrontate con lo spirito di chi si esalta contro il livello di certi giocatori invece che esserne intimoriti. Nel terzo e quarto periodo i nostri volti non erano quelli giusti, squadre come Milano non si fermano e continuano a macinare chilometri –aggiunge ancora il coach della The Flexx– noi invece di cercarci e giocare duro siamo andati individualmente, in attacco così come in difesa, iniziando a vedere nero più di quello che in realtà era». Pistoia incassa la quarta sconfitta consecutiva, quella contro Milano forse fa meno male se si pensa al blasone e al valore dei rivali ma resta comunque difficile da digerire. «Serviva la partita perfetta e per le nostre condizioni fisiche nei primi 15’lo è stata. La cosa importante adesso è distinguere le cose fatte male da quelle buone, dobbiamo ridurre gli errori e portare avanti le cose positive che abbiamo messo in campo, anche perché non avremo sempre davanti squadre del calibro di Milano». Il dato più eclatante è stato l’apporto quasi nullo della panchina: «Ovviamente per poter dare fiato a chi gioca tanti minuti serve più qualità da chi deve dare respiro, questo ci manca ma l’unica cura è parlarne e lavorare». Testa bassa e palestra dunque, per uscire dalle difficoltà con il sudore e tutti insieme. (f. g.)
Vincenzo Esposito prova a cercare i difetti di una partita in cui Pistoia si è sgonfiata con il passare del tempo, mancando di continuità dopo i primi venti minuti decisamente di buon livello. «Di fronte ai top a livello europeo i più giovani e meno esperti fanno fatica. Queste partite vanno affrontate con lo spirito di chi si esalta contro il livello di certi giocatori invece che esserne intimoriti. Nel terzo e quarto periodo i nostri volti non erano quelli giusti, squadre come Milano non si fermano e continuano a macinare chilometri –aggiunge ancora il coach della The Flexx– noi invece di cercarci e giocare duro siamo andati individualmente, in attacco così come in difesa, iniziando a vedere nero più di quello che in realtà era». Pistoia incassa la quarta sconfitta consecutiva, quella contro Milano forse fa meno male se si pensa al blasone e al valore dei rivali ma resta comunque difficile da digerire. «Serviva la partita perfetta e per le nostre condizioni fisiche nei primi 15’lo è stata. La cosa importante adesso è distinguere le cose fatte male da quelle buone, dobbiamo ridurre gli errori e portare avanti le cose positive che abbiamo messo in campo, anche perché non avremo sempre davanti squadre del calibro di Milano». Il dato più eclatante è stato l’apporto quasi nullo della panchina: «Ovviamente per poter dare fiato a chi gioca tanti minuti serve più qualità da chi deve dare respiro, questo ci manca ma l’unica cura è parlarne e lavorare». Testa bassa e palestra dunque, per uscire dalle difficoltà con il sudore e tutti insieme. (f. g.)
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