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Bigazzi e l’eurogol: fine di un calvario di 2 anni

MONTECATINI. La prima delle 17 finali, come le ha definite mister Lazzerini nonché gara inaugurale del girone di ritorno va in archivio con un pareggio che ai fini della classifica non cambia gli...

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MONTECATINI. La prima delle 17 finali, come le ha definite mister Lazzerini nonché gara inaugurale del girone di ritorno va in archivio con un pareggio che ai fini della classifica non cambia gli equilibri in coda. Il Montecatini resta terz’ultimo ma per la regola della forbice dei punti sarebbe al momento ugualmente retrocesso. Sotto il profilo del morale e dell’atteggiamento in campo, è invece un punto che vuol dire tanto.

Nonostante le defezioni e la tenuta fisica da perfezionare da parte di alcuni rinforzi del mercato invernale, la squadra ha tenuto testa ad una delle migliori franchigie del girone. «La prestazione è stata di spessore come il punto meritatamente conquistato – esordisce Lazzerini– ed in riferimento al paragone pugilistico col grande cuore ed il coraggio di Antuofermo, direi che adesso nel nostro repertorio c’è anche qualche colpo alla Benvenuti».

Il personaggio del giorno però non può essere che Mirko Bigazzi. Quell’eurogol siglato a 12’dalla fine ha un sapore davvero speciale. «In pochi attimi – spiega Bigazzi – i dribbling riusciti per liberarmi ed il tiro all’incrocio dei pali c’è il calvario degli ultimi due anni, degli infortuni ai ginocchi e della paura di non farcela. L’esultanza è stata contenuta ma assai liberatoria internamente. Sono d’accordo col mister sul fatto che sia un punto guadagnato contro un organico costruito per vincere. Noi però non ci sentiamo inferiori a nessuno e lo dimostreremo». Sulla discreta cornice di pubblico si è soffermato il direttore generale Fabrizio Giovannini: «Finalmente abbiamo giocato in uno stadio di calcio e non a teatro – sbotta – gli sportivi termali hanno sostenuto i ragazzi durante la gara, tributando loro poi la standing ovation finale. Mai come ora il popolo biancoceleste deve stare vicino al club. Insieme possiamo farcela». (r. g.)

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