Gioco
Pistoia prova a placare i bollenti spiriti di Bologna
Virtus esaltata dai recenti successi. Esposito chiede «irruenza e cattiveria cestistica»
PISTOIA. Ritorno al (mitico) PalaDozza dopo cinque anni, sfida alla Virtus neopromossa e super ambiziosa grazie ai soldi di patron Segafredo e trascinata dai fratelli Gentile che vogliono far bella figura di fronte allo “zio” Enzo Esposito. La cornice della grande sfida che apre il 2018 della The Flexx ci sono tutti, a partire da quel Madison bolognese, dove il Diablo (e anni dopo anche Diawara) hanno esaltato l’altra metà del cielo di Basket City ovvero l’Aquila fortitudina. Una cornice che la The Flexx incerottata e ancora in cerca d’autore dopo una fine di 2017 difficilissima, dovrà onorare ricorrendo a straordinari di “irruenza e ignoranza cestistica” (Diablo docet), unici ingredienti che possono sopperire alle lacune tuttora insite in una squadra reduce da quattro mesi di cantiere aperto.
MISSION IMPOSSIBLE? Il pronostico è tutto dalla parte della Segafredo che, dopo un inizio altalenante, è in un buon momento e vuole le finali di Coppa Italia. L’ha detto Alessandro Gentile dopo il blitz di Varese nel turno prenatalizio (in cui l’ex capitano di Milano ha messo a segno il picco stagionale con 32 punti in 37’), l’ha ripetuto il tecnico livornese Alessandro Ramagli («noi siamo dentro i giochi e andiamo in campo per provare a chiuderli») che ha riportato le Vu Nere in serie A dopo l’anno di purgatorio e sta cercando di allontanare dalla sua squadra l’idea di un luccicante ma inconcludente album di figurine dopo la faraonica campagna acquisti estiva. Reduce dalla doppietta vincente contro Torino e Cantù che l’ha portata a 12 punti, Bologna affronta Pistoia al completo con il recupero di Lafayette.
Altra atmosfera in casa biancorossa dopo «la diciottesima settimana complicata della stagione», come l’ha chiamata Esposito, senza Laquintana e facendo slalom tra i problemi influenzali di Ivanov e l’asma bronchiale di McGee che giocheranno ma si sono allenati poco. Eppure dopo la prestazione sottotono contro Trento, un passo indietro rispetto ai segnali di ripresa dell’ultimo mese, tutti si aspettano una reazione. Che non può prescindere dalla «continuità difensiva» fatta di sacrificio ed irruenza indicata dal Diablo.
GENTILE vs ESPOSITO. «Giocare contro Enzo Esposito è come giocare contro una leggenda, oltre che un amico». Dalla sponda bianconera di Basket City, a parlare dell’emozione che c’è sempre quando due cognomi come Esposito e Gentile si sfiorano sotto una retina, è il maggiore dei fratelli più famosi del basket italiano. La grinta e la concretezza di Stefano Gentile, play classe’89, già allenato dallo “zio” Enzo a Trento, è una delle tante armi che la Virtus può schierare contro Pistoia. «A chi penso di assomigliare tra mio padre ed Enzo? – continua il primogenito di Nando, protagonista con il Diablo dello scudetto casertano del’91– sicuramente sia io che mio fratello Alessandro abbiamo cercato di rubare un po’ dall’uno e un po’ dall’altro. Leadership e controllo del campo da uno; estro, sfrontatezza e cazzimma dall’altro. Io come coach l’ho già avuto a Trento e mi ci sono trovato benissimo, la passione e il talento da giocatore si sono tradotti in un allenatore vincente che fa crescere i propri giocatori. Sono sicuro che contro Pistoia sarà, per noi, una sfida difficile fino all’ultimo».
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