Sicurezza
Ivanov e McGee in dubbio per la gara con la Virtus Bologna
di Elisa Pacini
I due giocatori alle prese con problemi fisici. Coach Esposito: «Difficile essere continui senza mai lavorare tutti assieme»
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PISTOIA. “Non può piovere per sempre. Martella, martella, prima o poi il ferro si piega”. Vincenzo Esposito cita rivisitandola una delle frasi più celebri del cinema nel mezzo della «18ª settimana complicata» della The Flexx che chiude un anno solare dai due volti per lui e per il Pistoia Basket.
Il settimo posto con cui in primavera ha portato Pistoia alla seconda partecipazione ai playoff su due stagioni, conquistando il titolo di coach dell’anno, sembra lontano anni luce ora che sotto i riflettori ci sono i travagli di una stagione che non decolla. Per questo il mantra de “Il Corvo” rivisitato dal Diablo è la metafora dei quattro mesi più duri da quando è a Pistoia, che Esposito spera di lasciarsi alle spalle brindando al nuovo anno che inizierà con un bell'ostacolo da saltare per Pistoia a casa della Segafredo Virtus Bologna.
Acciacchi. Non bastasse l'assenza di Laquintana, ecco che a complicare le cose c'è anche l’asma bronchiale di McGee che se giocherà a Bologna lo farà senza allenamenti visto che è a riposo e l’influenza che ha frenato finora Ivanov. Un contesto precario in cui inserire Diawara e cercare una scossa per non essere risucchiati dalla zona rossa della classifica.
«È vero che siamo abituati a lavorare così- dice Esposito- ma tutto questo non aiuta la nostra voglia di riscattarci nonostante l’impegno e la serietà dei ragazzi. Diawara? Il problema non è il suo inserimento, lui è un super professionista. Ma lavorare così è difficile per tutti. Diawara sta salendo di condizione ma ha bisogno di lavorare al completo con la squadra».
Difesa. Amalgama, difesa, concentrazione: tre cose strettamente legate tra loro che la The Flexx cerca nell’anno nuovo. «Dobbiamo migliorare soprattutto nella continuità difensiva - continua il tecnico biancorosso - il nostro problema sono i cali di concentrazione, ma sono sicuro che lavorando col gruppo al completo, potremmo migliorare molto. Anche nella partita contro Trento, l’amalgama da cementare è stata fondamentale così come lo è contro tutte le squadre medio- alte. Prima riusciamo a lavorare insieme, prima vengono fuori le qualità dei giocatori».
Sfidando il quarto attacco del campionato (la Virtus segna 81 punti di media), la difesa diventa ancor più fondamentale per «rimanere attaccati al match» dice Esposito fissando l'obiettivo pistoiese al PalaDozza. «Nonostante i problemi che abbiamo avuto - continua - i nostri 78 punti fatti di media non sono pochi. Ma dobbiamo ridurre gli 81 subìti. Ci manca continuità e per quella bisogna avere lo stesso gruppo per molto tempo. Già il tempo. Anche questo non è così amico di una Pistoia ferma a 8 punti e con davanti un trittico terribile (Bologna, Milano, Brescia) prima del giro di boa. «Per sopperire all'amalgama- tuona Esposito- dobbiamo giocare con più irruenza, cattiveria agonistica, ignoranza. Nelle difficoltà, tutti devono fare qualcosa di più anche difensivamente».
Gentile. Dopo un'estate di rumors (smentiti) che vedevano il rilancio di Alessandro Gentile passare dalle cure dello “zio” Esposito, il Diablo si troverà di fronte i fratelli Gentile. Ragazzi con cui non ha mai nascosto un grande legame, vista l'amicizia con babbo Nando. E che magari un giorno sogna di allenare? «Allenare Stefano ed Alessandro Gentile è il sogno di tutti, non solo il mio- chiude Esposito- come allenare Pietro Aradori. Io mi tengo i miei italiani ma è ovvio che allenare questi giocatori top per l'Italia per tutti è una soddisfazione. Aradori ha raggiunto una maturità che, anche partendo dalla panchina, entrando può ammazzare la partita. Stefano Gentile rispetto a quando l'ho allenato a Trento anni fa, è un giocatore fatto, è il prototipo della combo guard.
Alessandro? Era ed è il giocatore più devastante che c'è in Italia, l'ha dimostrato anche nell'ultima gara a Varese. Al momento gli manca la continuità. Può darsi che Bologna sia il suo ambiente ma le valutazioni si fanno sul lungo periodo. Io gli auguro che ritrovi la serenità che gli mancava a Milano, glielo auguro a lui e al basket italiano. Per il resto se gioca come sa dalla prossima partita e non martedì, non è che rompiamo l'amicizia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il settimo posto con cui in primavera ha portato Pistoia alla seconda partecipazione ai playoff su due stagioni, conquistando il titolo di coach dell’anno, sembra lontano anni luce ora che sotto i riflettori ci sono i travagli di una stagione che non decolla. Per questo il mantra de “Il Corvo” rivisitato dal Diablo è la metafora dei quattro mesi più duri da quando è a Pistoia, che Esposito spera di lasciarsi alle spalle brindando al nuovo anno che inizierà con un bell'ostacolo da saltare per Pistoia a casa della Segafredo Virtus Bologna.
Acciacchi. Non bastasse l'assenza di Laquintana, ecco che a complicare le cose c'è anche l’asma bronchiale di McGee che se giocherà a Bologna lo farà senza allenamenti visto che è a riposo e l’influenza che ha frenato finora Ivanov. Un contesto precario in cui inserire Diawara e cercare una scossa per non essere risucchiati dalla zona rossa della classifica.
«È vero che siamo abituati a lavorare così- dice Esposito- ma tutto questo non aiuta la nostra voglia di riscattarci nonostante l’impegno e la serietà dei ragazzi. Diawara? Il problema non è il suo inserimento, lui è un super professionista. Ma lavorare così è difficile per tutti. Diawara sta salendo di condizione ma ha bisogno di lavorare al completo con la squadra».
Difesa. Amalgama, difesa, concentrazione: tre cose strettamente legate tra loro che la The Flexx cerca nell’anno nuovo. «Dobbiamo migliorare soprattutto nella continuità difensiva - continua il tecnico biancorosso - il nostro problema sono i cali di concentrazione, ma sono sicuro che lavorando col gruppo al completo, potremmo migliorare molto. Anche nella partita contro Trento, l’amalgama da cementare è stata fondamentale così come lo è contro tutte le squadre medio- alte. Prima riusciamo a lavorare insieme, prima vengono fuori le qualità dei giocatori».
Sfidando il quarto attacco del campionato (la Virtus segna 81 punti di media), la difesa diventa ancor più fondamentale per «rimanere attaccati al match» dice Esposito fissando l'obiettivo pistoiese al PalaDozza. «Nonostante i problemi che abbiamo avuto - continua - i nostri 78 punti fatti di media non sono pochi. Ma dobbiamo ridurre gli 81 subìti. Ci manca continuità e per quella bisogna avere lo stesso gruppo per molto tempo. Già il tempo. Anche questo non è così amico di una Pistoia ferma a 8 punti e con davanti un trittico terribile (Bologna, Milano, Brescia) prima del giro di boa. «Per sopperire all'amalgama- tuona Esposito- dobbiamo giocare con più irruenza, cattiveria agonistica, ignoranza. Nelle difficoltà, tutti devono fare qualcosa di più anche difensivamente».
Gentile. Dopo un'estate di rumors (smentiti) che vedevano il rilancio di Alessandro Gentile passare dalle cure dello “zio” Esposito, il Diablo si troverà di fronte i fratelli Gentile. Ragazzi con cui non ha mai nascosto un grande legame, vista l'amicizia con babbo Nando. E che magari un giorno sogna di allenare? «Allenare Stefano ed Alessandro Gentile è il sogno di tutti, non solo il mio- chiude Esposito- come allenare Pietro Aradori. Io mi tengo i miei italiani ma è ovvio che allenare questi giocatori top per l'Italia per tutti è una soddisfazione. Aradori ha raggiunto una maturità che, anche partendo dalla panchina, entrando può ammazzare la partita. Stefano Gentile rispetto a quando l'ho allenato a Trento anni fa, è un giocatore fatto, è il prototipo della combo guard.
Alessandro? Era ed è il giocatore più devastante che c'è in Italia, l'ha dimostrato anche nell'ultima gara a Varese. Al momento gli manca la continuità. Può darsi che Bologna sia il suo ambiente ma le valutazioni si fanno sul lungo periodo. Io gli auguro che ritrovi la serenità che gli mancava a Milano, glielo auguro a lui e al basket italiano. Per il resto se gioca come sa dalla prossima partita e non martedì, non è che rompiamo l'amicizia».
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