Il Tirreno

Pistoia

Diawara è pronto per aiutare la squadra

Diawara in azione con la maglia delal The Flexx Pistoia Basket
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Diawara in azione con la maglia delal The Flexx Pistoia Basket

Al PalaCarrara la presentazione del 35enne giocatore francese da parte della The Flexx Pistoia Basket

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PISTOIA. «È la grinta che fa vincere le partite. Bisogna giocare più aggressivi degli altri». A parlare, per la prima volta davanti ai microfoni della stampa pistoiese, è Yakouba Diawara nella presentazione ufficiale a pochi giorni dal suo esordio in biancorosso nell’amara sconfitta della The Flexx contro Trento.

Le parole in un buon italiano addolcito dall’inflessione francese sono rivolte all’atteggiamento con cui Pistoia deve affrontare la Virtus nella difficilissima trasferta di inizio 2018, che lo riporterà al “Madison” bolognese in una sorta di derby, 11 anni dopo la sua prima esperienza italiana con la Fortitudo. Eppure in quel mantra che ritorna più volte, in quella grinta ed energia che si dice pronto a dare alla The Flexx, sembra ci sia la sua filosofia di vita sportiva. Quella che l’ha portato da Tremblay, cartolina periferica di una Parigi assai poco patinata, ad essere uno dei motori che hanno iniziato il ciclo d’oro della Nazionale francese vincente grazie ai figli delle banlieue. Quella che l’ha portato in Italia in una Fortitudo da sogno, di cui “Kuba” ricorda a memoria nomi e cognomi come generazioni di italiani fanno con l’Inter di Helenio Herrera o il Grande Torino e poi là, nel gotha dei canestri mondiali, l’Nba. Kuba Diawara, nato da una famiglia senegalese ma francese di Parigi, oggi ha 35 anni e la stessa voglia “di giocare e vincere”– dice lui– di sempre. Dolce musica per i tifosi biancorossi che lo aspettano per sterzare l’inizio travagliato della The Flexx, in cui l’ala transalpina arriva dopo la partenza improvvisa per il ritiro di Gordon. Ennesimo ostacolo di una stagione fin qui maledetta. «Ho accettato l’offerta di Pistoia– dice Diawara– perché conosco la sua storia, so che negli ultimi anni ha fatto bene e so che c’è un grande coach, Vincenzo Esposito. Mi piacciono molto le persone che hanno giocato in Nba e per questo sono qui. Il campionato vede molte squadre che guardano ai playoff ma è ancora tutto aperto e io sono qui per dare un po’ di speranza, una mano alla squadra».

Un contributo in termini di energia, difesa e punti. Insomma tutto quello che il Diablo gli chiederà. «Non è una stagione facile – continua il neo biancorosso – la squadra ha avuto tanti infortuni, ma ora siamo tutti pronti a lavorare. Non ci sono più scuse bisogna solo lavorare. Entrare in una squadra in corsa non è facile, devi entrare negli schemi ma mi sento a buon punto. Siamo pronti per Bologna: il talento c’è, serve grinta e tanta energia, più degli altri. Contro Trento– continua– penso sia mancato qualcosa più a livello mentale che tecnico. La partita non è stata buona, né pessima. Potevamo fare meglio ma alla fine sono stati 2-3 gli errori che ci hanno fatto male». Sulla strada della ricerca del ritmo perso dopo un periodo senza gare professionistiche, ecco che il ritorno della sfida ai “rivali” virtussini lo motiva. «Bologna è la prima città in cui ho giocato in Italia– chiude Diawara– conservo ricordi indelebili di quella Fortitudo con Belinelli, Mancinelli, Garris, Lorbek, coach Repesa. La Virtus di oggi è una squadra con grande talento ma è la grinta che fa vincere le partite e dobbiamo giocare più aggressivi di loro, rimanendo uniti sul +10 come sul –10, sul +5 come sul –5».

Elisa Pacini

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