«Obiettivo salvezza, il prima possibile»
di Elisa Pacini
The Flexx, l’analisi di coach Valerio: non è facile lavorare con tutti questi infortuni, ora mi aspetto molto da McGee
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PISTOIA. Una squadra praticamente nuova e non ancora al completo. Potrebbe sembrare un commento da piena estate invece è la definizione (condivisibile) che dà Beppe Valerio della The Flexx che, come tutta la serie A, “vede” ormai prossima la fine del girone d’andata senza aver trovato una fisionomia precisa.
È da qui, più che dai risultati che parte l’analisi dell’ex lungo dell’Olimpia, friulano di nascita ma pistoiese d’adozione. Che da tecnico (ex Green Team, Bottegone ed oggi alla guida delle giovanili di Montecatini), si mette subito nei panni di Vincenzo Esposito, evidenziando le difficoltà di lavorare con un cantiere sempre aperto. Da solidificare e costruire per un unico obiettivo: la salvezza.
Valerio, sorpreso del ko casalingo contro Trento che ha interrotto la ministriscia di due vittorie casalinghe filate?
Bisogna vedere anche che avversario hai di fronte e Trento è tra quelli più in forma. È una squadra che ha trovato la quadratura del cerchio con i nuovi innesti. Si sapeva che era una partita difficilissima e così si è rivelata. In questo momento Trento è un passo più avanti di Pistoia.
Che bilancio fa del campionato della The Flexx fin qui, 8 punti e terz’ultimo posto in classifica?
Non è facile lavorare in queste condizioni. Praticamente la squadra non è stata mai la stessa, più o meno ogni 15 giorni c’è stato un problema. I meccanismi non sono facili da oliare, speriamo ora di essere arrivati alla squadra definitiva. Con i nuovi innesti ho visto passi avanti nelle ultime partite, ho visto una squadra più completa che ha trovato in Ivanov un punto di riferimento in più sotto i tabelloni. Non dimentichiamoci che McGee è appena rientrato e deve ritrovare la condizione ideale. Insomma le attenuanti non sono poche, certo il tempo passa ma si può ben sperare per il futuro.
Forse qualcosa in più ci si aspetta dagli italiani, gruppo in cui negli anni a Pistoia si sono alternati giocatori divenuti pilastri per la squadra?
Mi piace molto questo gruppo italiano, penso anche che stia facendo bene. Fabio Mian e Raphael Gaspardo sono ottimi giocatori ma non ci si può aspettare che risolvano i problemi gli italiani. La differenza, la solidità per la squadra deve venire dagli americani o comunque dagli stranieri».
A quale obiettivo reale deve guardare Pistoia in un campionato in cui le squadre ambiziose sono molte?
Davanti Pistoia ha un ciclo di partite di ferro (martedì 2 gennaio la trasferta a Bologna, l’8 gennaio la gara interna contro l’Olimpia Milano e poi la nuova trasferta con la capolista Brescia a chiudere il girone d’andata, ndr). In un’annata sfortunatissima, penso che non si possa parlare di altro se non di salvezza immediata, da cercare il prima possibile.
Qual è il giocatore che deve essere il leader di questa corsa?
Penso che Tyrus McGee sia fondamentale per questa squadra. Ronald Moore è stato finora eccezionale in regia e come apporto di punti ma in generale tra chi è appena rientrato, appena arrivato e chi è andato via, la squadra è praticamente nuova e non ancora completa. Tommaso Laquintana è ancora fuori per infortunio (del suo rientro si parlerà dopo Bologna, ndr). Per questo l’obiettivo non può che essere raggiungere la tranquillità prima possibile.
Dopo la terza sconfitta interna stagionale con la Dolomiti Energia Trento, per certi versi inaspettata nonostante il valore dell’avversario (che ha giocato la finale scudetto contro la Reyer Venezia nella passata stagione) in molti tra società, addetti ai lavori e pubblico hanno iniziato a comprenderlo. Obbiettivo primario: raggiungere una tranquilla salvezza.
È da qui, più che dai risultati che parte l’analisi dell’ex lungo dell’Olimpia, friulano di nascita ma pistoiese d’adozione. Che da tecnico (ex Green Team, Bottegone ed oggi alla guida delle giovanili di Montecatini), si mette subito nei panni di Vincenzo Esposito, evidenziando le difficoltà di lavorare con un cantiere sempre aperto. Da solidificare e costruire per un unico obiettivo: la salvezza.
Valerio, sorpreso del ko casalingo contro Trento che ha interrotto la ministriscia di due vittorie casalinghe filate?
Bisogna vedere anche che avversario hai di fronte e Trento è tra quelli più in forma. È una squadra che ha trovato la quadratura del cerchio con i nuovi innesti. Si sapeva che era una partita difficilissima e così si è rivelata. In questo momento Trento è un passo più avanti di Pistoia.
Che bilancio fa del campionato della The Flexx fin qui, 8 punti e terz’ultimo posto in classifica?
Non è facile lavorare in queste condizioni. Praticamente la squadra non è stata mai la stessa, più o meno ogni 15 giorni c’è stato un problema. I meccanismi non sono facili da oliare, speriamo ora di essere arrivati alla squadra definitiva. Con i nuovi innesti ho visto passi avanti nelle ultime partite, ho visto una squadra più completa che ha trovato in Ivanov un punto di riferimento in più sotto i tabelloni. Non dimentichiamoci che McGee è appena rientrato e deve ritrovare la condizione ideale. Insomma le attenuanti non sono poche, certo il tempo passa ma si può ben sperare per il futuro.
Forse qualcosa in più ci si aspetta dagli italiani, gruppo in cui negli anni a Pistoia si sono alternati giocatori divenuti pilastri per la squadra?
Mi piace molto questo gruppo italiano, penso anche che stia facendo bene. Fabio Mian e Raphael Gaspardo sono ottimi giocatori ma non ci si può aspettare che risolvano i problemi gli italiani. La differenza, la solidità per la squadra deve venire dagli americani o comunque dagli stranieri».
A quale obiettivo reale deve guardare Pistoia in un campionato in cui le squadre ambiziose sono molte?
Davanti Pistoia ha un ciclo di partite di ferro (martedì 2 gennaio la trasferta a Bologna, l’8 gennaio la gara interna contro l’Olimpia Milano e poi la nuova trasferta con la capolista Brescia a chiudere il girone d’andata, ndr). In un’annata sfortunatissima, penso che non si possa parlare di altro se non di salvezza immediata, da cercare il prima possibile.
Qual è il giocatore che deve essere il leader di questa corsa?
Penso che Tyrus McGee sia fondamentale per questa squadra. Ronald Moore è stato finora eccezionale in regia e come apporto di punti ma in generale tra chi è appena rientrato, appena arrivato e chi è andato via, la squadra è praticamente nuova e non ancora completa. Tommaso Laquintana è ancora fuori per infortunio (del suo rientro si parlerà dopo Bologna, ndr). Per questo l’obiettivo non può che essere raggiungere la tranquillità prima possibile.
Dopo la terza sconfitta interna stagionale con la Dolomiti Energia Trento, per certi versi inaspettata nonostante il valore dell’avversario (che ha giocato la finale scudetto contro la Reyer Venezia nella passata stagione) in molti tra società, addetti ai lavori e pubblico hanno iniziato a comprenderlo. Obbiettivo primario: raggiungere una tranquilla salvezza.
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