Toscana
Pistoia ko, Trento passa al PalaCarrara
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PISTOIA. Punge l’Aquila trentina, punge e fa male ad una The Flexx ancora alla ricerca di equilibri stabili che torna a perdere al PalaCarrara dopo due vittorie consecutive, infilando il secondo ko filato. L’innesto di Diawara (il terzo in corsa in altrettanti mesi di campionato) non illumina il Natale biancorosso meno dolce degli ultimi anni, figlio di un inizio stagione travagliato di cui non è facile ed immediato smaltire le cicatrici.
Nonostante innesti che certo hanno scosso (Ivanov) e potranno farlo (Diawara quando ritroverà il feeling con la serie A dove è appena atterrato), ma che non hanno un potere magico. Soprattutto se davanti c’è una squadra, quella allenata da Maurizio Buscaglia, in crescita che sotto lo spelacchiato albero biancorosso, piazza la settima vittoria consecutiva tra campionato e coppa, facendo vedere con una gara grintosa e continua (la terza in sette giorni per i trentini) la differenza che in questo momento c’è con Pistoia. La The Flexx scivola sulla solidità della difesa mani addosso di Trento e soprattutto sulla concentrazione altalenante in una gara fin da subito in salita.
Di fatto l’unico vantaggio biancorosso è il 7-5 con la bomba di un McGee ancora alla ricerca della condizione migliore dopo il recupero dall’operazione al polso, ma Trento con i due siluri di Gomes (7– 11) fa capire che non basta un lampo per spaventarla. Anzi nonostante Ivanov faccia la voce grossa sotto i tabelloni (8 punti per lui nei primi 10’), alla prima sirena gli ospiti sono avanti di 8. Il PalaCarrara (non gremito come succede da un po’) si infiamma per la prima tripla in serie A di Della Rosa (21– 26), anche Ivanov prova a scuotere i suoi dall’arco (24– 28) ma l’Aquila sembra imprendibile e scappa a +10 (25– 35 al 14’) grazie a Shields e Flaccadori.
McGee e Hogue si azzuffano, ma a Pistoia va peggio perché per il terminale biancorosso è il terzo fallo che evidenzia la confusione di casa. La reazione però arriva: il sussulto di Mian, i canestri di Bond e una serpentina da cineteca di Moore riportano in gara Pistoia (35– 37) che pareggia a quota 37, coronando dalla lunetta un 13– 2 di parziale. Al riposo va sempre avanti Trento seppur di poco, ma la musica sembra cambiata. Invece la pausa è nociva a Pistoia che riperde il bandolo della matassa ad inizio ripresa: i primi 3’sono pessimi, arrivano 4 falli in serie e 9 punti incassati (43– 51) con Esposito che gira e rigira i suoi, senza trovare la quadratura del cerchio. A sbloccare Pistoia ci provano, ancora, i soliti noti: il parziale del nuovo quasi contatto è tutto di McGee e Ivanov (54– 55) ma ancora una volta la rimonta non riesce a riportare Pistoia sulla retta via. I liberi del bonus ospite e diverse dormite difensive biancorosse di cui Forray e Sutton approfittano, riportano in un amen Pistoia a –9 (54– 65), che diventa –13 dopo l’antisportivo di Diawara che Trento sfrutta al massimo.
L’ultimo quarto inizia con il morale sotto i tacchi, anche perché Pistoia perde subito Mian dopo un quinto fallo fiscale di un arbitraggio che fin lì aveva permesso molto specie alla grinta ospite. Diawara subentra in un quintetto formato da Moore, McGee, Bond ed Ivanov, molto interessante anche se ancora acerbo di amalgama. Il capitano prova a scuotere i suoi (60– 67) ma gli artigli dell’Aquila affondano nella difesa di casa con Hogue, Shields e Gomes (63– 76 al 34’). Ivanov non ci sta e spinge all’ultimo assalto di una The Flexx che per due volte arriva a –5 (73– 78 e 75– 80), trovando però sempre pronta la risposta ospite. Pistoia saluta così a testa bassa un 2017 che, stringendo il campo sulla stagione in corso, spera di mettere presto alle spalle. Più per quello che è successo fuori che in campo, dove c’è da continuare a lavorare alla ricerca di un’identità da cementare. Così come la classifica, in un campionato che per la squadra di Esposito resta difficile.
Elisa Pacini
Nonostante innesti che certo hanno scosso (Ivanov) e potranno farlo (Diawara quando ritroverà il feeling con la serie A dove è appena atterrato), ma che non hanno un potere magico. Soprattutto se davanti c’è una squadra, quella allenata da Maurizio Buscaglia, in crescita che sotto lo spelacchiato albero biancorosso, piazza la settima vittoria consecutiva tra campionato e coppa, facendo vedere con una gara grintosa e continua (la terza in sette giorni per i trentini) la differenza che in questo momento c’è con Pistoia. La The Flexx scivola sulla solidità della difesa mani addosso di Trento e soprattutto sulla concentrazione altalenante in una gara fin da subito in salita.
Di fatto l’unico vantaggio biancorosso è il 7-5 con la bomba di un McGee ancora alla ricerca della condizione migliore dopo il recupero dall’operazione al polso, ma Trento con i due siluri di Gomes (7– 11) fa capire che non basta un lampo per spaventarla. Anzi nonostante Ivanov faccia la voce grossa sotto i tabelloni (8 punti per lui nei primi 10’), alla prima sirena gli ospiti sono avanti di 8. Il PalaCarrara (non gremito come succede da un po’) si infiamma per la prima tripla in serie A di Della Rosa (21– 26), anche Ivanov prova a scuotere i suoi dall’arco (24– 28) ma l’Aquila sembra imprendibile e scappa a +10 (25– 35 al 14’) grazie a Shields e Flaccadori.
McGee e Hogue si azzuffano, ma a Pistoia va peggio perché per il terminale biancorosso è il terzo fallo che evidenzia la confusione di casa. La reazione però arriva: il sussulto di Mian, i canestri di Bond e una serpentina da cineteca di Moore riportano in gara Pistoia (35– 37) che pareggia a quota 37, coronando dalla lunetta un 13– 2 di parziale. Al riposo va sempre avanti Trento seppur di poco, ma la musica sembra cambiata. Invece la pausa è nociva a Pistoia che riperde il bandolo della matassa ad inizio ripresa: i primi 3’sono pessimi, arrivano 4 falli in serie e 9 punti incassati (43– 51) con Esposito che gira e rigira i suoi, senza trovare la quadratura del cerchio. A sbloccare Pistoia ci provano, ancora, i soliti noti: il parziale del nuovo quasi contatto è tutto di McGee e Ivanov (54– 55) ma ancora una volta la rimonta non riesce a riportare Pistoia sulla retta via. I liberi del bonus ospite e diverse dormite difensive biancorosse di cui Forray e Sutton approfittano, riportano in un amen Pistoia a –9 (54– 65), che diventa –13 dopo l’antisportivo di Diawara che Trento sfrutta al massimo.
L’ultimo quarto inizia con il morale sotto i tacchi, anche perché Pistoia perde subito Mian dopo un quinto fallo fiscale di un arbitraggio che fin lì aveva permesso molto specie alla grinta ospite. Diawara subentra in un quintetto formato da Moore, McGee, Bond ed Ivanov, molto interessante anche se ancora acerbo di amalgama. Il capitano prova a scuotere i suoi (60– 67) ma gli artigli dell’Aquila affondano nella difesa di casa con Hogue, Shields e Gomes (63– 76 al 34’). Ivanov non ci sta e spinge all’ultimo assalto di una The Flexx che per due volte arriva a –5 (73– 78 e 75– 80), trovando però sempre pronta la risposta ospite. Pistoia saluta così a testa bassa un 2017 che, stringendo il campo sulla stagione in corso, spera di mettere presto alle spalle. Più per quello che è successo fuori che in campo, dove c’è da continuare a lavorare alla ricerca di un’identità da cementare. Così come la classifica, in un campionato che per la squadra di Esposito resta difficile.
Elisa Pacini
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