Gioco
The Flexx Pistoia ha la Fiat nel mirino
Al PalaCarrara arriva la formazione del pluriscudettato Luca Banchi e i biancorossi sono chiamati a fare l’impresa
PISTOIA. Trasformare la pressione in stimolo. Vincenzo Esposito carica così la sua The Flexx chiamata a provare «il possibile e l’impossibile per tentare il colpaccio contro Torino» come dice lo stesso Diablo, consapevole delle difficoltà della sfida con una Fiat mai così attrezzata ed ambiziosa. Una gara, quella della nona giornata di campionato, difficile quanto importante per la The Flexx che vuole chiudere la serie più nera da quando è tornata in serie A (sei sconfitte consecutive), sfruttando i due appuntamenti casalinghi (Torino e Pesaro) per raddrizzare una stagione fin qui travagliata, forte di un pezzo da novanta come Dejan Ivanov a dare solidità alle rotazioni. Proprio per l’importanza del match, in campo e sugli spalti, Pistoia deve rispondere presente. Anche perché si torna a giocare dopo un mese (e dopo la sosta per la Nazionale) in via Fermi, per la prima volta in casa dall’inizio della stagione al canonico orario delle 18,15.
CLASSIFICA. Che la sfida alla corazzata allenata dal coach livornese pluriscudettato Luca Banchi, sia fondamentale per la classifica della The Flexx è risaputo. Ma il Diablo, conscio che uno dei problemi fin qui evidenziato dalla sua squadra è la fragilità caratteriale, cerca di alleggerire la tensione che c’è inevitabilmente intorno ad una squadra che non vince da quasi due mesi. «La gara contro Torino è difficile dal punto di vista tecnico– dice Esposito– per il valore dei nostri avversari, che in termini di talento sono da primi 4-5 posti. La classifica? Non ne parlo perché cerco di guardare il bicchiere mezzo pieno e vedo 9 squadre in 2 punti (dall’ottavo posto di Varese al fondo dove con 4 punti ci sono Pistoia, Brindisi, Reggio Emilia e Pesaro, ndr). Siamo in una situazione delicata ma non drammatica. Se andiamo troppo sull’aspetto drammatico, facciamo peggio. Invece giocare contro una formazione talentuosa come Torino, deve essere da stimolo per noi. Giocare alla pari o battere una squadra così può darti molto anche a livello morale, ti fa rendere conto che puoi giocartela con tutti. Per questo dobbiamo affrontarla con lo spirito giusto, stimolati a fare il possibile e l’impossibile per il colpaccio».
AUTOSTIMA. Dejan Ivanov è chiamato ad essere fin da subito l’antidepressivo della The Flexx. Dal lungo bulgaro che, malgrado sia appena arrivato, conosce bene il campionato italiano e comunque è in forma visto che in Turchia giocava (seppur in Legadue), ci si aspetta molto. Così come dalla coppia Moore– Gordon che, in attesa del rientro di McGee (« ci vorranno ancora due settimane» dice il Diablo) formerà con Ivanov, quel trio d’esperienza sognato in estate pur con altri volti ma mai realizzato. Per questo nonostante le assenze degli infortunati Sanadze e Kennedy (che nella prossima settimana potrebbe lasciare la The Flexx), Pistoia può dire la sua contro Torino. «Ivanov deve trasmettere fiducia non solo tecnica ma soprattutto caratteriale ai compagni più giovani– dice Esposito – perché tirino fuori quelle caratteristiche che ci hanno portato a sceglierli in estate. Un po’ come Gordon che non sarà mai un bomber ma è stato preso perché sa fare bene molte cose e non è un mangiapalloni, in vista del rientro di McGee. A 33 anni e dopo 7 mesi di inattività giornata dopo giornata salirà di condizione e come Ivanov deve dare tranquillità ai compagni e continuità durante la gara».
DIFESA. Alla ripresa dei giochi il fondamentale più caro all’Esposito coach è la prima cosa da raddrizzare, dopo otto giornate in cui Pistoia è stata tra le retroguardie più bucate del campionato. «Abbiamo lavorato bene e abbiamo preparato bene la gara– continua il tecnico biancorosso– certo contro una squadra dove tutti i giocatori hanno in mano almeno 15 punti, non puoi giocare sui 90 punti, perché loro ne possono fare più di 100. Ci vorrà responsabilità difensiva e controllo dei rimbalzi, specie offensivi contro giocatori come Garrett o Washington che ne sono maestri».
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