Toscana
«La salvezza diventa il nostro primo obiettivo»
Maltinti non chiude le porte al mercato: ma dobbiamo valutare se sforare il budget Coach Esposito: credo di essere la persona migliore per tirare fuori Pistoia dalla crisi
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PISTOIA. Roberto Maltinti e Vincenzo Esposito insieme di fronte a microfoni e telecamere, a tre giorni dalla disfatta di Reggio Emilia, quinta sconfitta consecutiva della The Flexx, dicono più di mille parole sull’unità all’interno del PalaCarrara.
Un messaggio forte, come quello dell’unità d’intenti chiesta dal presidente a tutto l’ambiente, in un momento molto delicato. Sembrano passati anni luce da quella «battuta infelice» estiva come chiama Roberto Maltinti la volontà della società di «alzare l’asticella», ma si tratta di qualche mese fa appena. Mesi in cui è successo di tutto, da infortuni a ritorni imprevisti sul mercato, che hanno cambiato volti e assetto e giocatori di una squadra a cui la società ribadisce la fiducia on cui, pur rimanendo vigile al mercato. Anche se, tormare sul mercato– lo dice a chiare lettere il presidente– vuol dire ricorrere a fondi extra di un budget agli sgoccioli.
Faccia. Quella che Maltinti ed Esposito hanno messo sul momentaccio della squadra, che prima di farsi sgretolare dal “grissino” reggiano, come il famoso tonno della pubblicità, ha perso 4 partite filate. In modo molto diverso certo, soprattutto prima e dopo la sconfitta casalinga contro Cantù, ma è al palo dall’8 ottobre. Giorni in cui le due vittorie iniziali sembravano stridere con i moniti lanciati da Vincenzo Esposito, l’unico al PalaCarrara a dire che l’estate travagliata poteva lasciare strascichi. Ma nessuno, e questo si capisce dalla grinta spontanea con cui due sanguigni come il presidente e l’allenatore della The Flexx controbattono ai giornalisti, pensava fino a questo punto. Tanto che, dopo sette giornate di campionato, Maltinti evidenzia che gli obiettivi sono cambiati.
Salvezza. «Quell’asticella se la trovo la rompo– attacca Maltinti ad una platea in cui ha voluto anche i rappresentanti dei tifosi– io volevo dire che abbiamo aumentato leggermente il budget. Sono nello sport dal 1970, so bene che a volte ci sono brancate di semi che danno campi di fiori, altre semine che pensi di fare nel migliore dei modi e non nasce nulla. L’annata non è iniziata nel migliore dei modi (dice ripercorrendo la via crucis da Czyz, i problemi iniziali di Sanadze fino al polso di McGee, ndr). Qualcuno mi ha chiesto se mi dimetto, io non ci penso proprio, anzi le difficoltà mi rendono più accanito di prima. Tutto questo però vuol dire che gli obiettivi cambiano, che in primis c’è da salvaguardare la categoria. Con il “noi”, come abbiamo sempre fatto possiamo saltare questo difficile ostacolo».
Matematica. «Vogliamo spazzar via– dice Esposito– tutte quelle chiacchiere che possono essere alimentate da una gara come quella di Reggio Emilia, tipo stipendi non pagati o giocatori che giocano contro l’allenatore. Non è così. Questa è una squadra in difficoltà. Nessuno pensava ad una deblacle come quella di sabato ma la differenza la fa come si reagisce. La persona migliore per portare fuori da questa situazione penso di essere io, ho abbastanza attributi, La società crede in me e io in loro. Alla fine tireremo le somme». «Alzare l’asticella per Pistoia vuol dire– dice Esposito– cercare di fare meglio quello che abbiamo fatto in questi anni e cioè salvarsi, il meglio possibile. Lo dicevamo perché è la verità: se Pistoia voleva puntare all’Eurolega probabilmente puntava su un allenatore e giocatori diversi». E parlando di scelte e di soldi, specie dopo il primo nodo della stagione ovvero Czyz, aggiunge: «Se io ho 15 in mano– continua– posso dividerlo in un giocatore da 7 che si è infortunato (McGee, ndr), uno da cinque pure infortunato (Czyz, ndr) e poi il resto di 3 lo devi dividere in due. Quanto fa? », dice riferendosi agli acquisti di Sanadze e Bond, fatti col budget destinato ad un solo giocatore.
Soldi. Maltinti ha lasciato aperta la porta al mercato, ricordando come Esposito che «tutti sono sotto osservazione ma nessuno è sul banco degli imputati». Parole che la società ha detto lunedì alla squadra nell’incontro con cui si è aperta la settimana. Interventi non immediati. perché «noi – dice Maltinti– vorremmo andare avanti con quelli che abbiamo. Non pensiamo di avere una squadra scarsa come sabato è sembrato». «Problema più tecnico o mentale? – risponde a domanda Esposito– le cose vanno a braccetto. Da sempre ho detto che questa è una squadra che ha bisogno di crescere, con giocatori catapultati in ruoli di responsabilità mentre dovevano averne meno. La squadra, come tutte, ha pregi e difetti: da questa situazione se ne esce solo lavorando. La differenza la fa la reazione. Se non ci saranno reazioni tecniche o caratteriali, la società farà le sue scelte».
Per le manovre servono soldi e quest’anno il budget già rialzato sembra agli sgoccioli. «Dovremo valutare– chiude Maltinti– se è meglio perdere la categoria o sforare il budget, non possiamo certo seppellirci di debiti ma faremo il possibile per salvaguardare la serie A».
Elisa Pacini
Un messaggio forte, come quello dell’unità d’intenti chiesta dal presidente a tutto l’ambiente, in un momento molto delicato. Sembrano passati anni luce da quella «battuta infelice» estiva come chiama Roberto Maltinti la volontà della società di «alzare l’asticella», ma si tratta di qualche mese fa appena. Mesi in cui è successo di tutto, da infortuni a ritorni imprevisti sul mercato, che hanno cambiato volti e assetto e giocatori di una squadra a cui la società ribadisce la fiducia on cui, pur rimanendo vigile al mercato. Anche se, tormare sul mercato– lo dice a chiare lettere il presidente– vuol dire ricorrere a fondi extra di un budget agli sgoccioli.
Faccia. Quella che Maltinti ed Esposito hanno messo sul momentaccio della squadra, che prima di farsi sgretolare dal “grissino” reggiano, come il famoso tonno della pubblicità, ha perso 4 partite filate. In modo molto diverso certo, soprattutto prima e dopo la sconfitta casalinga contro Cantù, ma è al palo dall’8 ottobre. Giorni in cui le due vittorie iniziali sembravano stridere con i moniti lanciati da Vincenzo Esposito, l’unico al PalaCarrara a dire che l’estate travagliata poteva lasciare strascichi. Ma nessuno, e questo si capisce dalla grinta spontanea con cui due sanguigni come il presidente e l’allenatore della The Flexx controbattono ai giornalisti, pensava fino a questo punto. Tanto che, dopo sette giornate di campionato, Maltinti evidenzia che gli obiettivi sono cambiati.
Salvezza. «Quell’asticella se la trovo la rompo– attacca Maltinti ad una platea in cui ha voluto anche i rappresentanti dei tifosi– io volevo dire che abbiamo aumentato leggermente il budget. Sono nello sport dal 1970, so bene che a volte ci sono brancate di semi che danno campi di fiori, altre semine che pensi di fare nel migliore dei modi e non nasce nulla. L’annata non è iniziata nel migliore dei modi (dice ripercorrendo la via crucis da Czyz, i problemi iniziali di Sanadze fino al polso di McGee, ndr). Qualcuno mi ha chiesto se mi dimetto, io non ci penso proprio, anzi le difficoltà mi rendono più accanito di prima. Tutto questo però vuol dire che gli obiettivi cambiano, che in primis c’è da salvaguardare la categoria. Con il “noi”, come abbiamo sempre fatto possiamo saltare questo difficile ostacolo».
Matematica. «Vogliamo spazzar via– dice Esposito– tutte quelle chiacchiere che possono essere alimentate da una gara come quella di Reggio Emilia, tipo stipendi non pagati o giocatori che giocano contro l’allenatore. Non è così. Questa è una squadra in difficoltà. Nessuno pensava ad una deblacle come quella di sabato ma la differenza la fa come si reagisce. La persona migliore per portare fuori da questa situazione penso di essere io, ho abbastanza attributi, La società crede in me e io in loro. Alla fine tireremo le somme». «Alzare l’asticella per Pistoia vuol dire– dice Esposito– cercare di fare meglio quello che abbiamo fatto in questi anni e cioè salvarsi, il meglio possibile. Lo dicevamo perché è la verità: se Pistoia voleva puntare all’Eurolega probabilmente puntava su un allenatore e giocatori diversi». E parlando di scelte e di soldi, specie dopo il primo nodo della stagione ovvero Czyz, aggiunge: «Se io ho 15 in mano– continua– posso dividerlo in un giocatore da 7 che si è infortunato (McGee, ndr), uno da cinque pure infortunato (Czyz, ndr) e poi il resto di 3 lo devi dividere in due. Quanto fa? », dice riferendosi agli acquisti di Sanadze e Bond, fatti col budget destinato ad un solo giocatore.
Soldi. Maltinti ha lasciato aperta la porta al mercato, ricordando come Esposito che «tutti sono sotto osservazione ma nessuno è sul banco degli imputati». Parole che la società ha detto lunedì alla squadra nell’incontro con cui si è aperta la settimana. Interventi non immediati. perché «noi – dice Maltinti– vorremmo andare avanti con quelli che abbiamo. Non pensiamo di avere una squadra scarsa come sabato è sembrato». «Problema più tecnico o mentale? – risponde a domanda Esposito– le cose vanno a braccetto. Da sempre ho detto che questa è una squadra che ha bisogno di crescere, con giocatori catapultati in ruoli di responsabilità mentre dovevano averne meno. La squadra, come tutte, ha pregi e difetti: da questa situazione se ne esce solo lavorando. La differenza la fa la reazione. Se non ci saranno reazioni tecniche o caratteriali, la società farà le sue scelte».
Per le manovre servono soldi e quest’anno il budget già rialzato sembra agli sgoccioli. «Dovremo valutare– chiude Maltinti– se è meglio perdere la categoria o sforare il budget, non possiamo certo seppellirci di debiti ma faremo il possibile per salvaguardare la serie A».
Elisa Pacini
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