Il Tirreno

Pistoia

Mian: «Sto cercando di dare sempre di più, partita dopo partita»

di Elisa Pacini
Fabio Mian
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Fabio Mian

Il giocatore italiano ha dovuto assumere velocemente responsabilità nella The Flexx causa infortuni agli stranieri

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PISTOIA. Due gare da protagonista e poi altre tre molto faticose: l’inizio campionato di Fabio Mian, ricalca quello della The Flexx per cui è uno dei giocatori di riferimento. Anche più di quello che tutti, lui compreso, si potevano aspettare visti gli infortuni e i problemi fisici che hanno subito fatto saltare equilibri e gerarchie pronosticate. Portando gli italiani da un ruolo di comprimari in rampa di lancio senza ansia, a bruciare le tappe dandogli da subito tante responsabilità. «Soddisfatto del mio inizio- dice Mian, 8,8 punti e 2,8 rimbalzi a gara – sì e no. Sono contento della fiducia che il coach e la società mi stanno dando. Non pensavo di venire utilizzato così tanto (28’ a fronte di una media di 20’ l’anno scorso a Cremona, ndr). Cerco ogni volta di fare sempre qualcosa in più, sperando di fare meglio quello di cui la squadra ha bisogno. Magari fin da sabato». Un sabato da febbre biancorossa, per la The Flexx attesa ad un confronto molto importante in classifica contro Cantù. Due squadre appaiate a quota 4 punti, attanagliate da problemi molto diversi visto che Pistoia cercherà di reagire all’emergenza infortuni potendo contare su un Gordon in più, mentre i brianzoli sono nel pieno della crisi societaria. Una crisi che ha prodotto proteste e scioperi degli stessi giocatori, ma che non intacca il valore di una squadra costruita per puntare dritta ai playoff con una batteria di stranieri formato coppe europee e italiani importanti come gli ex Crosariol e Cournooh e il naturalizzato Burn, reduce dall’Europeo con la Nazionale azzurra. «I loro problemi societari non devono interessarci- dice Mian - noi sappiamo che hanno un quintetto di altissimo livello e che quando riescono a giocare con fiducia, fanno male. Dovremo essere bravi noi a metterli in difficoltà. Una gara importante per la classifica? Sì, dire che è fondamentale alla sesta giornata è esagerato ma è importante. A Varese abbiamo giocato sicuramente meglio che contro Avellino ma non basta». Nelle ultime tre giornate, le guardie di riferimento dell’avversaria di Pistoia si sono esaltate: Johnson Odom a Cremona, Rich di Avellino e Wells di Varese hanno indubbiamente picchiato in uno dei punti in cui la The Flexx incerottata duole, confermando però anche il valore di giocatori di altissimo livello. Visto che anche i vari Culpepper, Smith e Chappell sono di caratura importante, l’allarme per Mian e soci suona. «Penso che siano situazioni che vanno viste anche singolarmente - dice l’ala ex Cremona - Johnson Odom a Cremona ha fatto 20 punti nel primo quarto, trovando punti in posizioni difficilmente marcabili, penso che molto sia da attribuire alla sua bravura. Rich fa parte di una squadra che considero da primi tre posti (Avellino) mentre a Varese ha inciso molto il nostro calo finale. Stiamo lavorando su questo anche perché Cantù punta molto sugli esterni. Dobbiamo ricordarci che siamo una squadra con 8 giocatori nuovi su 10 in un sistema particolare rispetto ad altri, ma sono fiducioso perché c’è grande voglia di aiutarsi». Un sistema particolare, in positivo spiega Mian, come non ordinario è un coach come Vincenzo Esposito. «E’ ancora molto giocatore con noi - dice l’ala biancorossa venticinquenne - si intravede in ogni suo richiamo la voglia di insegnarti qualcosa, di lui mi piace la pazienza che ha con i giovani e la fiducia nel metterli in campo senza paura. Per noi che siamo tra le squadre più giovani del campionato è importante, perché quando i giovani prendono fiducia, possono andare oltre i propri limiti».

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