Il dolore
«Sciocco preoccuparsi adesso»
di Elisa Pacini
L’ex biancorosso e nazionale Matteo Soragna analizza fiducioso l’avvio di campionato della The Flexx
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Sarebbe sciocco preoccuparsi ora, ci sono squadre che hanno speso di più di Pistoia senza nemmeno un punto in classifica. Molte squadre fanno fatica, siamo solo all’inizio». A parlare della The Flexx e delle prime cinque giornate del campionato di serie A è Matteo Soragna, 42 anni a dicembre, fresco di saluto ufficiale al basket giocato dopo più di vent’anni di (grande) pallacanestro tra Biella, Treviso (dove ha vinto uno scudetto da capitano nel 2006, due coppe Italia e una Supercoppa) e la Capo d’Orlando di coach Pozzecco che ha contribuito a riportare in serie A.
Una carriera sfavillante, illuminata da quel mitico argento olimpico della Nazionale nel 2004 con il coetaneo Gek Galanda, iniziata nelle giovanili di Cremona, con una tappa decisiva, come lui stesso definisce la stagione 1996/1997, all’Olimpia Pistoia in cui il ventenne mantovano di nascita, esordì in serie A “addestrato” al grande basket dalle forche caudine di coach Dule Vujosevic. Un campionato in cui l’ala dell’Azzurra più bella dell’era moderna, ha conosciuto Lisa, la sua compagna di vita nonché mamma di Cecilia, stringendo ancora di più il legame con Pistoia.
«È stata per me una stagione molto formativa – dice Soragna – gli allenamenti tostissimi con Dule sono stati per me fondamentali sia a livello tecnico che per l’approccio alle partite».
Della serie A attuale, dell’avvio altalenante di una The Flexx martellata dagli infortuni («ho giocato con Tyrus McGee a Capo d’Orlando, so quanto è estremamente importante alle dinamiche di squadra» dice) parla con grande competenza, anche perché da qualche anno collabora con Sky: ed è questo il suo futuro prossimo. Sempre nel basket ma da un’angolazione diversa, anche se ha da poco preso il patentito di allenatore e guarda con stima all’esperienza dirigenziale del suo ex capitano azzurro, Giacomo Galanda «che ha fatto un buonissimo lavoro a Pistoia, lanciando tante iniziative di promozione del basket come il torneo dei rioni e il camp in montagna».
«Il basket lo amo e lo amerò per sempre – dice Soragna – Mi sono divertito fino all’ultimo allenamento. Ma ho una certa età e il mio corpo ha iniziato a darmi segnali precisi, per questo in estate ho preso questa decisione dopo i due anni intensi di Piacenza (serie B) e ora l’ho resa pubblica. Cosa farò? Dopo tanti anni è normale pensare a rimanere nell’ambiente, ma il tempo dirà in che ruolo. Per ora continuo l’esperienza televisiva con Sky, un ambiente che mi dà molti stimoli».
Venendo al campionato appena iniziato, Soragna non sembra stupito degli alti e bassi di una squadra come la The Flexx, che ha cambiato molto.
«Pistoia è una società abituata per necessità a cambiare molto – dice uno dei simboli della serie A moderna con le sue 236 presenze e quasi 2000 punti segnati – e il pubblico sa che non è mai facile ripartire. Aver dato continuità al progetto tecnico di Vincenzino (Esposito, ndr) è invece una garanzia. Tante squadre stanno facendo fatica e non mi sorprende, vedo molto equilibrio come sempre negli ultimi anni di serie A».
Che ruolo ricoprirà una The Flexx rimodellata in corsa, è difficile da dire ora.
«Pistoia è un mix di giovani e di esperti – dice Soragna – la chiave sarà riuscire a lavorare con continuità, come finora ha fatto poco. Preoccuparsi ora sarebbe sciocco. Gordon è un innesto importante e gli italiani devono essere felicissimi delle responsabilità che gli vengono date. Gaspardo è un giocatore molto interessante dal punto di vista atletico. Laquintana è stato mio compagno di squadra a Capo d’Orlando, deve ritargliarsi il suo ruolo con la faccia tosta che non gli manca, mentre Mian deve far valere la conoscenza del campionato che ha».
Una carriera sfavillante, illuminata da quel mitico argento olimpico della Nazionale nel 2004 con il coetaneo Gek Galanda, iniziata nelle giovanili di Cremona, con una tappa decisiva, come lui stesso definisce la stagione 1996/1997, all’Olimpia Pistoia in cui il ventenne mantovano di nascita, esordì in serie A “addestrato” al grande basket dalle forche caudine di coach Dule Vujosevic. Un campionato in cui l’ala dell’Azzurra più bella dell’era moderna, ha conosciuto Lisa, la sua compagna di vita nonché mamma di Cecilia, stringendo ancora di più il legame con Pistoia.
«È stata per me una stagione molto formativa – dice Soragna – gli allenamenti tostissimi con Dule sono stati per me fondamentali sia a livello tecnico che per l’approccio alle partite».
Della serie A attuale, dell’avvio altalenante di una The Flexx martellata dagli infortuni («ho giocato con Tyrus McGee a Capo d’Orlando, so quanto è estremamente importante alle dinamiche di squadra» dice) parla con grande competenza, anche perché da qualche anno collabora con Sky: ed è questo il suo futuro prossimo. Sempre nel basket ma da un’angolazione diversa, anche se ha da poco preso il patentito di allenatore e guarda con stima all’esperienza dirigenziale del suo ex capitano azzurro, Giacomo Galanda «che ha fatto un buonissimo lavoro a Pistoia, lanciando tante iniziative di promozione del basket come il torneo dei rioni e il camp in montagna».
«Il basket lo amo e lo amerò per sempre – dice Soragna – Mi sono divertito fino all’ultimo allenamento. Ma ho una certa età e il mio corpo ha iniziato a darmi segnali precisi, per questo in estate ho preso questa decisione dopo i due anni intensi di Piacenza (serie B) e ora l’ho resa pubblica. Cosa farò? Dopo tanti anni è normale pensare a rimanere nell’ambiente, ma il tempo dirà in che ruolo. Per ora continuo l’esperienza televisiva con Sky, un ambiente che mi dà molti stimoli».
Venendo al campionato appena iniziato, Soragna non sembra stupito degli alti e bassi di una squadra come la The Flexx, che ha cambiato molto.
«Pistoia è una società abituata per necessità a cambiare molto – dice uno dei simboli della serie A moderna con le sue 236 presenze e quasi 2000 punti segnati – e il pubblico sa che non è mai facile ripartire. Aver dato continuità al progetto tecnico di Vincenzino (Esposito, ndr) è invece una garanzia. Tante squadre stanno facendo fatica e non mi sorprende, vedo molto equilibrio come sempre negli ultimi anni di serie A».
Che ruolo ricoprirà una The Flexx rimodellata in corsa, è difficile da dire ora.
«Pistoia è un mix di giovani e di esperti – dice Soragna – la chiave sarà riuscire a lavorare con continuità, come finora ha fatto poco. Preoccuparsi ora sarebbe sciocco. Gordon è un innesto importante e gli italiani devono essere felicissimi delle responsabilità che gli vengono date. Gaspardo è un giocatore molto interessante dal punto di vista atletico. Laquintana è stato mio compagno di squadra a Capo d’Orlando, deve ritargliarsi il suo ruolo con la faccia tosta che non gli manca, mentre Mian deve far valere la conoscenza del campionato che ha».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
