Il Tirreno

Pistoia

The Flexx a Varese deve fare di necessità virtù

di Elisa Pacini
Moore in azione contro l'Openjobmetis Varese nella scorsa stagione (Foto Gori)
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Moore in azione contro l'Openjobmetis Varese nella scorsa stagione (Foto Gori)

Trasferta a Varese per la truppa di Esposito che chiede concretezza ai biancorossi contro un team «della stessa fascia»

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PISTOIA. Semplificare, fare al meglio le cose che la squadra sa fare. È questo il mantra di Vincenzo Esposito verso l’impegno importante della The Flexx contro l’Openjobmetis Varese, nella prima gara senza McGee, per la quinta di andata. Un mantra che, si capisce bene dalle parole del coach biancorosso a presentazione della prima (e unica almeno fino alla 7° giornata) gara che Pistoia giocherà al canonico orario della domenica alle 18,15, serve per far fronte alle difficoltà interne (leggasi cantiere aperto per infortuni e problemi vari) ed esterne (la squadra di Caja) della The Flexx. Perché per il Diablo il ritorno a Masnago, in uno dei palazzetti storici della pallacanestro italiana, casa attuale di una squadra che lo stesso Esposito definisce “della stessa fascia” della The Flexx, arriva al termine di una settimana in cui si è parlato ancora una volta di infermeria e mercato. Come succede da agosto e per di più per uno di quelli che dovevano essere i pilastri della squadra. Aspettando la nuova guardia che, come fa capire Esposito, dovrebbe esserci per il prossimo turno (la gara casalinga contro Cantù dove invece tiene banco lo sciopero dei giocatori contro il patron russo Gerasimenko), c’è una partita da giocare ed è importante come quella di Varese. «La settimana si è aperta con la richiesta di sistemare il problema di McGee– dice Esposito– siamo stati tutti accontentati, perché abbiamo saputo con chiarezza cosa fare. Tyrus deve operarsi e non è una cosa facile per noi, anche se l’importante è che il resto dei ragazzi abbia continuato a lavorare con grande continuità in settimana». Le somiglianze con Varese che come Pistoia è in testa alla classifica dei rimbalzi, ama giocare in transizione ed è basata sulla conferma del progetto tecnico del coach (l’esperto Caja), hanno “aiutato” la The Flexx a lavorare su sé stessa. «Varese ci assomiglia – dice Esposito – per questo ci siamo preoccupati più delle cose nostre. Alla quinta giornata, in una classifica dove tutto e nulla è chiaro, per noi la cosa più importante è lavorare per migliorare tecnicamente in una fase che è quasi un prolungamento del precampionato. Non è bello dirlo visto che in palio ci sono i due punti, che noi vogliamo a Varese, ma per ora tutto quello che stiamo passando non ci aiuta a trovare una situazione tecnica definitiva». Per questo, pur un coach innovatore e sperimentatore come il Diablo, mette da parte gli esperimenti tecnici e tattici, chiedendo soprattutto più “compattezza” nei momenti difficili del match. È in quei momenti che bisogna salire di qualità. Una richiesta che non ha destinatari particolari (vedi per esempio gli italiani, in ombra nelle ultime gare) ma che Esposito evidenzia è rivolta a tutti in una gara dove il resto della squadra deve tamponare l’assenza di un americano.
 

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