Il Tirreno

Pistoia

Monsummano punta sull’attaccamento ai colori societari

di Roberto Grazzini
Monsummano punta sull’attaccamento ai colori societari

MONSUMMANO. “Fusse che fusse la vorta bona!!” era l’adagio ciociaro dell’indimenticato Nino Manfredi che in italiano suona più o meno con “speriamo sia la volta buona”.E’ quanto si augura la...

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MONSUMMANO. “Fusse che fusse la vorta bona!!” era l’adagio ciociaro dell’indimenticato Nino Manfredi che in italiano suona più o meno con “speriamo sia la volta buona”.

E’ quanto si augura la dirigenza del Monsummano e gli sportivi amaranto, abituati ad altri palcoscenici rispetto all’attuale Prima categoria. Dopo alcuni tentativi falliti per un soffio, il sodalizio calcistico della città del Giusti non si dà per vinto e cambia strategia, puntando sullo spirito d’appartenenza dei tanti giocatori valdinievolini tesserati e sulla passione del rinnovato organigramma societario, formato da un folto gruppo di monsummanesi doc compreso il presidentissimo Antonio Mangiantini, vera e propria istituzione del club ed il nuovo direttore sportivo Alessandro Romani.

Cresciuto nel settore giovanile amaranto, sa cosa vuol dire portare quella casacca addosso e sta cercando di trasmetterlo alla squadra. «Non è un compito difficile – spiega – perché essendo gente del posto ha già grandi motivazioni ed ambizioni. Ci riteniamo soddisfatti dell’approccio al campionato da parte dei ragazzi, visto che dopo 5 turni siamo imbattuti (due vittorie e tre pareggi) e assestati nelle piazze che contano. Al momento non vedo rivali che possano ammazzare il torneo. Noi dovremo essere bravi a rimanere in scia delle big per la volata finale».

«Di negativo – sottolinea – ci sono i numerosi infortuni che stanno falcidiando la rosa, specie in attacco. Per scrupolo, teniamo i fari accesi sul mercato degli svincolati ma l’imperativo è recuperare chi sta fuori». Poi parla della guida tecnica . «Mirco Matteoni è un tecnico esperto, preparato nonché grande conoscitore del calcio dilettantistico. Ed è valdinievolino. Ha la dote innata di riuscire a cementare il gruppo. Riponiamo la massima fiducia nel suo operato». Resta la questione dello “Strulli” dal look rifatto ma ancora indisponibile per un Monsummano errante. «A breve – assicura – torneremo in possesso della nostra casa e sarà un’arma in più. In ogni caso i nostri sostenitori ci stanno seguendo ovunque e questo è un altro bel segnale». E si sa, quando si è disposti anche a fare dei sacrifici per sostener la propria squadra vuol dire che c’è un attaccamento specaile. Con il ritorno allo Strulli sarà però tutta un’altra cosa e Monsummano potrà davvero cercare di fare quel salto di qualità che lo porti a dettare legge nel campionato e a lottare per salire di categoria.

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