Attenzione
Gaspardo: giocherei anche da 3
di Elisa Pacini
L’ala friulana racconta la sua plasmabilità che lo ha portato a giocare da 4 e da 5 con un nuovo sogno
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. E’ una delle sfide che più stuzzicano Vincenzo Esposito con la The Flexx più giovane di sempre dal ritorno in serie A del Pistoia Basket e, quindi, dal suo arrivo tre estati fa sulla panchina biancorossa. Quando il coach casertano parla di “giocatori plasmabili” si riferisce apertamente anche a quel Raphael Gaspardo che, come tutta la squadra, ha ben figurato nelle prime due gara di campionato, portandola in testa alla classifica imbattuta. Lui, la pertica friulana di 207 cm su cui i 100 kg sembrano quasi leggeri, lo sa e farà di tutto per portare il coach a vincere la sfida nella sfida, di valorizzare al massimo la sua versatilità. Ala che gioca da quattro, spesso chiamato a fare il cinque, con Esposito può avverare il suo “sogno” di giocare da tre, sul perimetro. Dove la sua altezza, insieme alla buona mano e alla velocità da esterno, potrebbe essere un mix esplosivo per una The Flexx in rampa di lancio. «Giocare su tre ruoli? E’ un’opportunità che aspetto da molto - dice il ventiquattrenne nato a Bressanone ma friulano doc - hanno provato a farmi giocare da 5, ma il mio ruolo è sempre stato il quattro. Il mio sogno invece è giocare un po’ da tre visto che il palleggio non mi manca, ho gioco sul perimetro ma mi manca la lettura delle situazioni. Coach Esposito mi sta aiutando molto in questo». Vincere aiuta anche a questo. A lavorare sui dettagli, cercando di evidenziare il meglio che un giocatore può fare. Specialità della casa del “team Diablo” in panchina dove l’esperienza anche di giocatore del Diablo si fonde alla preparazione stakanovistica di Fabio Bongi e Marcello Billeri. «Partire con due vittorie aiuta molto - continua l’ala biancorossa - aiuta a lavorare meglio durante la settimana. A Cremona dovremo fare quello che abbiamo fatto nelle due gare che abbiamo giocato: partire concentrati in difesa e limare i piccoli errori fatti in attacco. Se sono soddisfatto del mio inizio? Delle vittorie certamente, vuol dire che il lavoro che abbiamo fatto in precampionato, nonostante i problemi di organico, è stato buono. Io so che posso migliorare, ho sbagliato troppi tiri da due». Sicuro, consapevole e ambizioso: caratteristiche che definiscono questo ventiquattrenne “atipico” del basket italiano e non solo per il ruolo. A 24 anni può ben dire «di averne già viste molte in campo» visto che dopo esser cresciuto in una delle “cantere” migliori del basket italiano come la Treviso dell’era Benetton (che, pur agli ultimi anni di sponsorizzazione, ha visto l’Under 19 di Gasp vincitrice dello scudetto), ha giocato sempre tra Legadue e A1. In quella Cremona dove domenica torna da ex e dove potrebbe partire per la terza volta consecutiva in quintetto, migliorando come vorrebbe fare i 7,5 punti e 3,5 rimbalzi di media con cui ha bagnato l’esordio in biancorosso. «Di Treviso ho grandi ricordi- dice Gaspardo- fare lì il settore giovanile era il sogno di tutti, sembrava di stare al college». I suoi idoli, dice Gasp, sono Kobe Bryant e LeBron James. «Mostri inarrivabili» dice subito Gasp, anche se questo spilungone friulano non sembra uno che si accontenta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
