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Pistoia

Iozzelli: «Abbiamo giovani combattivi»

di Elisa Pacini
Iozzelli: «Abbiamo giovani combattivi»

Il direttore generale del Pistoia Basket parla dei biancorossi come un team tutto da scoprire ma con caratteristiche precise

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PISTOIA. È la The Flexx più giovane e più lunga (almeno pensando ai precedenti roster al via del campionato) di sempre, quella che giovedì prossimo a Capo d’Orlando inizierà il campionato nel posticipo della prima giornata che inizia sabato con Trento-Virtus Bologna. Ma, dice Giulio Iozzelli, è «in parte da scoprire anche per lo stesso Pistoia Basket e per questo l’inizio sarà fondamentale per dare fiducia ad un gruppo rinnovato». Dopo la lunga e tormentata estate di via Fermi, il direttore generale biancorosso fa il punto sulla squadra affidata per il terzo anno a Vincenzo Esposito. Età media bassa ma con giovani già esperti, anche se per la prima volta dopo anni nella rosa ufficiale non ci sono ragazzi provenienti dalla cantera biancorossa.

Iozzelli, meno di una settimana dal via del campionato. Ci descriva la nuova The Flexx finalmente completa?

«È una squadra anche per noi in parte da scoprire. È un po’ diversa da quella che coach e staff avevano pensato in origine, per alcune situazioni non previste verificatesi (il caso Czyz, ndr). Per il resto si può dire che abbiamo continuato sulla strada intrapresa da tempo: cercare nei giocatori prima caratteristiche umane che tecniche, consapevoli che ci troveremo di fronte a molte squadre competitive. Abbiamo cercato giocatori che incarnino lo spirito combattivo che ci ha sempre contraddistinto».

Un solo giocatore di 30 anni compiuti (Magro), età media di 25 anni che si abbassa pensando alla panchina. È la Pistoia più giovane di sempre o quasi…

«Siamo tra le squadre più giovani del campionato un po’ perché speriamo di aver intercettato giocatori di prospettiva, un po’ perché chi ha curriculum giovani, ha pretese minori. Un trend che si è ripresentato una volta di più ad una società con un budget come il nostro. Abbiamo comunque cercato di dare un po’ di esperienza: in parte ci siamo riusciti in parte meno, come nel caso della sostituzione di Czyz con Bond».

Giovani ma pronti per giocare. È il caso di almeno 9 giocatori su 10 della rosa più lunga rispetto al passato…

«Sì, ma perché parliamo di giovani nel contesto del basket italiano. All’esterno ragazzi di 24-25 anni non sono considerati più giovanissimi. Certo è che soprattutto i nostri italiani hanno già avuto diverse esperienze in serie A, i punti interrogativi sono più sugli americani. In un campionato sempre più fisico. Allungare il roster ci è sembrato inevitabile per poter sopperire a situazioni di improvvisa emergenza come ci è capitato in passato».

Essere più lunghi e più pronti, vuol dire anche ambire ad avere un certo ruolo nel campionato?

«È difficile dirlo anche per l’estate appena trascorsa. Il nostro obiettivo primario non può che essere un inizio che dia fiducia ad un gruppo molto rinnovato, per far sì che l’acquisizione di esperienza e la necessità di conoscersi avvenga in modo tranquillo».

Nonostante la linea verde, per la prima volta dopo diverse stagioni il roster ufficiale non comprende giocatori del settore giovanile di Pistoia…

«Sì, ma è un fattore verificatosi per contingenza. Nel nostro settore giovanile i ’98 (componenti dell’ultima Under 20, ndr) sono andati a far esperienza di campo nei campionati senior minori, così come quelli più grandi come Luca Severini. I più grandi del nostro vivaio sono del 2000– 2001 e sono ancora indietro, in primis dal punto di vista fisico, per far parte della prima squadra. Diciamo che il ricambio ancora non è giunto a maturazione».

Ma chi parte per far esperienze fuori, lo fa per scelta del club?

«È una scelta del club condivisa con il giocatore che, spesso, a quell’età sceglie di giocare anche se in un campionato minore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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