Gioco
The Flexx, pubblico in flessione ma il PalaCarrara resta un fortino
Elisa Pacini
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Tifosi sugli spalti del PalaCarrara in una partita della stagione 2016-17 (Foto Gori)Oltre il 9 per cento in meno di presenze in questa stagione sugli spalti dell’impianto di via Fermi ma nel girone di ritorno il pubblico è aumentato. Il problema (diffuso) della capienza limitata
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PISTOIA. L’indice di riempimento, vista l’attuale capienza del PalaCarrara (3.950 posti da quando l’impianto subì i lavori post decreto Maroni nel 2008 per la sicurezza), è stato molto alto anche nella quarta stagione in serie A del Pistoia Basket. Eppure nonostante rappresentino quasi l’85% dei posti nel tempio del basket pistoiese, i 3.323 spettatori in media nella stagione chiusa da qualche settimana, sono un dato tra i più bassi dal ritorno in serie A del club biancorosso. Il dato complessivo è comunque in crescita rispetto alla media di 3.204 spettatori del girone d’andata, segno che la cavalcata esaltante della squadra del Diablo verso i playoff (esclusi dai dati diffusi dalla Legabasket) ha richiamato diversi tifosi che nella prima parte della stagione sono stati intermittenti.
CALO. L’incasso totale della stagione regolare per i botteghini della The Flexx, è stato di 658.615 euro. Una cifra di tutto rispetto, che mantiene il pubblico biancorosso tra gli “sponsor” più generosi della società presieduta da Roberto Maltinti, ma rispetto alla stagione 2015/ 2016 il calo c’è. Più nelle presenze (-9,3%) che negli incassi (-3,6%), in verità spiegabile con l’aumento dei prezzi per le singole gare. Proprio dagli abbonati, invece, è arrivata la risposta più confortante visto che con quasi 2.600 tessere staccate, il dato era quasi uguale a quello del primo campionato con Esposito al timone. Se confrontati con la stagione 2015/ 2016, quella dei record non solo per i risultati di Kirk e soci ma anche per i numeri sugli spalti, i numeri del pubblico dell’ultima stagione lamentano un calo soprattutto nei tifosi cosiddetti occasionali. Tra spostamenti di orario e passaggi in tv, l’unico sold out della stagione regolare è stato nella gara contro Milano dello scorso.
CONFRONTO. I dati parlano di 300 tifosi in meno della stagione 2015/2016, quella con la media pubblico più alta (3.665), seguita dai 3.486 tifosi di media sugli spalti del PalaCarrara nella stagione del ritorno del Pistoia Basket in A1 mentre il campionato 2014/ 2015 (l’unico finito nella regular season, senza partecipazione ai playoff) fece segnare quello che è il dato più basso di questi quattro anni (3.290). Confrontando i dati del pubblico di Pistoia con l’intera serie A, il PalaCarrara è 10° presenze, ma è bene ricordare che sul dato pistoiese come su altri incide e non poco la capienza dell’impianto. Non stupisce quindi che lo sconfinato Forum si confermi primo con 8.405 presenze nonostante la stagione mai decollata dell’EA7 Milano. Al secondo posto c’è Pesaro (4.848), al terzo Sassari (4.703), seguita da Cantù (4.037), uniche quattro piazze a superare quota 4.000.
FATTORE PALACARRARA. Al di là dei numeri, Pistoia si mantiene tra i palazzetti più caldi dove l’apporto del pubblico c’è eccome. In casa la The Flexx di Esposito ha costruito la sua seconda partecipazione ai playoff consecutiva con 2 sconfitte e 13 vittorie. E, confrontando presenze e capienza dell’impianto, la percentuale di riempimento di Pistoia è da playoff. Meglio dell’85% di riempimento del PalaCarrara, fanno il PalaBigi di Reggio Emilia (107%), il PalaRuffini di Torino (97,7%), il Taliercio di Venezia (95%), il PalaSerradimigni di Sassari (94%,)il PalaPentassuglia di Brindisi (92%), il PalaGeorge di Montichiari dove ha giocato Brescia (88%) e Pesaro (87%). Insieme a Pistoia, anche Torino, Venezia, Reggio e Brindisi hanno capienze limitate. I numeri insomma darebbero ragione alla Federazione che vuole l’innalzamento a 5.000 posti per tutti i palazzetti. Peccato che, in contrasto, con il diktat federale ci siano altre cifre: quelle degli euro che servirebbero a comuni e club per adeguare in pochi mesi i loro impianti.
CALO. L’incasso totale della stagione regolare per i botteghini della The Flexx, è stato di 658.615 euro. Una cifra di tutto rispetto, che mantiene il pubblico biancorosso tra gli “sponsor” più generosi della società presieduta da Roberto Maltinti, ma rispetto alla stagione 2015/ 2016 il calo c’è. Più nelle presenze (-9,3%) che negli incassi (-3,6%), in verità spiegabile con l’aumento dei prezzi per le singole gare. Proprio dagli abbonati, invece, è arrivata la risposta più confortante visto che con quasi 2.600 tessere staccate, il dato era quasi uguale a quello del primo campionato con Esposito al timone. Se confrontati con la stagione 2015/ 2016, quella dei record non solo per i risultati di Kirk e soci ma anche per i numeri sugli spalti, i numeri del pubblico dell’ultima stagione lamentano un calo soprattutto nei tifosi cosiddetti occasionali. Tra spostamenti di orario e passaggi in tv, l’unico sold out della stagione regolare è stato nella gara contro Milano dello scorso.
CONFRONTO. I dati parlano di 300 tifosi in meno della stagione 2015/2016, quella con la media pubblico più alta (3.665), seguita dai 3.486 tifosi di media sugli spalti del PalaCarrara nella stagione del ritorno del Pistoia Basket in A1 mentre il campionato 2014/ 2015 (l’unico finito nella regular season, senza partecipazione ai playoff) fece segnare quello che è il dato più basso di questi quattro anni (3.290). Confrontando i dati del pubblico di Pistoia con l’intera serie A, il PalaCarrara è 10° presenze, ma è bene ricordare che sul dato pistoiese come su altri incide e non poco la capienza dell’impianto. Non stupisce quindi che lo sconfinato Forum si confermi primo con 8.405 presenze nonostante la stagione mai decollata dell’EA7 Milano. Al secondo posto c’è Pesaro (4.848), al terzo Sassari (4.703), seguita da Cantù (4.037), uniche quattro piazze a superare quota 4.000.
FATTORE PALACARRARA. Al di là dei numeri, Pistoia si mantiene tra i palazzetti più caldi dove l’apporto del pubblico c’è eccome. In casa la The Flexx di Esposito ha costruito la sua seconda partecipazione ai playoff consecutiva con 2 sconfitte e 13 vittorie. E, confrontando presenze e capienza dell’impianto, la percentuale di riempimento di Pistoia è da playoff. Meglio dell’85% di riempimento del PalaCarrara, fanno il PalaBigi di Reggio Emilia (107%), il PalaRuffini di Torino (97,7%), il Taliercio di Venezia (95%), il PalaSerradimigni di Sassari (94%,)il PalaPentassuglia di Brindisi (92%), il PalaGeorge di Montichiari dove ha giocato Brescia (88%) e Pesaro (87%). Insieme a Pistoia, anche Torino, Venezia, Reggio e Brindisi hanno capienze limitate. I numeri insomma darebbero ragione alla Federazione che vuole l’innalzamento a 5.000 posti per tutti i palazzetti. Peccato che, in contrasto, con il diktat federale ci siano altre cifre: quelle degli euro che servirebbero a comuni e club per adeguare in pochi mesi i loro impianti.
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