Gioco
Il miracolo salvezza del “piccolo” Ponte Buggianese
La vittoria contro il Cecina nel playout frutto di una squadra gestita con sapienza da mister Scintu
PONTE BUGGIANESE. Pietrasanta, Camaiore, Cecina, tre roccaforti del calcio toscano lasciano a testa bassa il campionato d’Eccellenza.
Il passato e la gloria sul rettangolo verde contano poco. È sempre più difficile far calcio anche in piazze importanti. Proprio per questo motivo la salvezza miracolosa del piccolo grande Ponte Buggianese, ottenuta violando nel playout “secco” il “Rossetti”, tempio dei rossoblù di Cecina, assume significato particolare.
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Un successo figlio del coraggio di Corrado Scintu, militare (di professione) prestato al calcio, ambizioso, preparato e sanguigno quanto basta, spesso discusso ma intoccabile sotto il profilo dei numeri e degli obiettivi raggiunti nei due anni e mezzo in biancorosso. Uno capace di rispolverare il fedele “secondo” Bargellini, al centro della difesa a 42 primavere per sopperire alle assenza di Foresta e Calistri: «L’ho fatto per non snaturare il ruolo a troppe persone – minimizza il tecnico biancorosso – Poi ero certo che Federico non mi avrebbe deluso». Azzeccato l’utilizzo di Chiaramonti in attacco. L’ex termale oltre al gol dell’1-0, ha fatto valere le innate doti di lottatore e quando è uscito fra gli applausi, il neo entrato Kouko ha chiuso il match firmando la seconda rete. Il resto è opera del senso della posizione di Meucci, dell’esperienza di Citera, delle parate di Morini, del cuore di Tardiola.
Alle spalle l’annata travagliata, partita male e proseguita cambiando tanto in rosa fra duri faccia a faccia, un pubblico oltremodo critico, il terreno pessimo e la paura di retrocedere direttamente. “Mai avuto timore a confrontarmi col gruppo – prosegue Scintu – solo così si può crescere».
Su tutti l’imponente figura di Graziano Toci, personaggio sin troppo passionale ma senza il quale dal padule alla Casabianca avrebbero dovuto aspettare altri 21 anni prima di rivedere l’Eccellenza. A mediare le forti personalità di Scintu e Toci, la silenziosa presenza di Roberto Seghetti, l’alter ego diplomatico del presidente e di Attilio Sensi, direttore sportivo pontigiano doc. «La soddisfazione è enorme – chiude Scintu – quando arriva la partita perfetta, cancellando in un sol colpo tanti bocconi amari. Non è stato semplice far quadrato, ma ci siamo riusciti tutti assieme».
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