Gioco
La Pistoiese affoga nella malinconia
La stagione degli obiettivi falliti si chiude con una triste sconfitta contro il Livorno in un “Melani” semideserto
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PISTOIA. Un capitolo di 38 pagine, diverse delle quali non troppo positive, finisce in maniera anonima e nell'indifferenza generale di una piazza, quella arancione, che si sta disaffezionando come non mai alla Pistoiese.
Il campionato di Lega Pro 2016/17 per l'olandesina termina con una sconfitta interna per 0-2 contro il Livorno che, passando al "Melani", consolida il suo terzo posto, ottimo piazzamento in vista dell'imminente inizio dei playoff per la Serie B.
Con gran parte della tifoseria in aperta contestazione nei confronti della società, allo stadio c'erano pochi intimi (700 presenze, contando gli abbonati quindi dato veritiero fino ad un certo punto, e mettendoci dentro 191 ospiti) e soprattutto questa Pistoiese ha dato l'ennesima dimostrazione di quello che non è stata quest'anno: una squadra senza attributi e personalità.
Un ritornello ripetuto più e più volte negli ultimi 10 giorni da mister Gianluca Atzori che chiude il suo regno, almeno per il momento, con 12 punti in 11 partite per un andamento simile a quello avuto con Remondina. Sinonimo che, anche se il manico è cambiato, vuol dire che i problemi erano altrove. E adesso inizia il periodo delle riflessioni, con il diesse Nelso Ricci che non sembra avere alte percentuali di riconferma.
La pioggia a catinelle accompagna questo derby che si apre nel ricordo di Giancarlo Innocenti, scomparso ad inizio settimana: minuto di raccoglimento, con le figlie in tribuna, e striscioni sia dentro che fuori lo stadio. Atzori propone un 4-4-2 con Colombini e Fissore centrali di difesa che però si fanno uccellare quasi subito: all'8' corner del Livorno, svetta di testa Giandonato che impegna Albertoni, il pallone rimane lì e per capitan Luci è un gioco da ragazzi siglare il vantaggio. Due minuti più tardi il Livorno raddoppierebbe anche, ma Morelli è in fuorigioco. In tutto ciò, la Pistoiese non c'è: Atzori prova a sgolarsi ma la squadra oramai è svuotata a livello mentale.
Bellazzini sbaglia quasi tutto, Gyasi si aggira per l'attacco, Sammartino non tiene un pallone e non succede più nulla fino al 45' quando Fissore va a farfalle ed apre l'autostrada ad un nervosissimo Vantaggiato che però tira in bocca ad Albertoni. Ad inizio ripresa Atzori toglie gli evanescenti Bellazzini e Sammartino in luogo di Colombo e Minotti: nell'ultima partita del capitano, la Pistoiese spera almeno di regalargli una gioia ma non succederà nonostante Colombo ci provi in tutti i modi. Al 79' con un calcio di punizione, con Vono che respinge di pugno, ed un minuto dopo in sforbiciata ma il pallone finisce fuori. Precedentemente, però, il Livorno aveva già timbrato il 2-0 al 72' con Calil abile a sfruttare un millimetrico cross del pistoiese "doc" Valiani e impallinare Albertoni. Partita e stagione finita: morale a terra, obiettivi falliti e zero entusiasmo in città.
Saverio Melegari
Il campionato di Lega Pro 2016/17 per l'olandesina termina con una sconfitta interna per 0-2 contro il Livorno che, passando al "Melani", consolida il suo terzo posto, ottimo piazzamento in vista dell'imminente inizio dei playoff per la Serie B.
Con gran parte della tifoseria in aperta contestazione nei confronti della società, allo stadio c'erano pochi intimi (700 presenze, contando gli abbonati quindi dato veritiero fino ad un certo punto, e mettendoci dentro 191 ospiti) e soprattutto questa Pistoiese ha dato l'ennesima dimostrazione di quello che non è stata quest'anno: una squadra senza attributi e personalità.
Un ritornello ripetuto più e più volte negli ultimi 10 giorni da mister Gianluca Atzori che chiude il suo regno, almeno per il momento, con 12 punti in 11 partite per un andamento simile a quello avuto con Remondina. Sinonimo che, anche se il manico è cambiato, vuol dire che i problemi erano altrove. E adesso inizia il periodo delle riflessioni, con il diesse Nelso Ricci che non sembra avere alte percentuali di riconferma.
La pioggia a catinelle accompagna questo derby che si apre nel ricordo di Giancarlo Innocenti, scomparso ad inizio settimana: minuto di raccoglimento, con le figlie in tribuna, e striscioni sia dentro che fuori lo stadio. Atzori propone un 4-4-2 con Colombini e Fissore centrali di difesa che però si fanno uccellare quasi subito: all'8' corner del Livorno, svetta di testa Giandonato che impegna Albertoni, il pallone rimane lì e per capitan Luci è un gioco da ragazzi siglare il vantaggio. Due minuti più tardi il Livorno raddoppierebbe anche, ma Morelli è in fuorigioco. In tutto ciò, la Pistoiese non c'è: Atzori prova a sgolarsi ma la squadra oramai è svuotata a livello mentale.
Bellazzini sbaglia quasi tutto, Gyasi si aggira per l'attacco, Sammartino non tiene un pallone e non succede più nulla fino al 45' quando Fissore va a farfalle ed apre l'autostrada ad un nervosissimo Vantaggiato che però tira in bocca ad Albertoni. Ad inizio ripresa Atzori toglie gli evanescenti Bellazzini e Sammartino in luogo di Colombo e Minotti: nell'ultima partita del capitano, la Pistoiese spera almeno di regalargli una gioia ma non succederà nonostante Colombo ci provi in tutti i modi. Al 79' con un calcio di punizione, con Vono che respinge di pugno, ed un minuto dopo in sforbiciata ma il pallone finisce fuori. Precedentemente, però, il Livorno aveva già timbrato il 2-0 al 72' con Calil abile a sfruttare un millimetrico cross del pistoiese "doc" Valiani e impallinare Albertoni. Partita e stagione finita: morale a terra, obiettivi falliti e zero entusiasmo in città.
Saverio Melegari
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