Gioco
Gli arancioni si fanno beffare dall’Olbia
Una partita gettata letteralmente via dalla Pistoiese contro la modesta squadra sarda, che segna all’85’ con Ogunseye
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Bastava un punto agli arancioni per chiudere matematicamente la pratica salvezza al 90°. Un punto scivolato via a 5 minuti dal triplice fischio, quando Ogunseye ha battuto di testa Albertoni, firmando l’1-0 con cui l’Olbia ha sconfitto la Pistoiese al Melani.
Una partita letteralmente gettata ai rovi dagli uomini di Atzori, che contro un avversario a digiuno di vittorie da 3 mesi, hanno fornito una prestazione scialba e deludente. Dal canto suo, l’Olbia non ha certo mostrato né convinzione né buon calcio, riuscendo però a portare a casa 3 punti preziosi in chiave salvezza grazie a un episodio. Una gara brutta e giocata male da entrambe le formazioni, insomma, che lascia l’amaro in bocca agli arancioni per l’inattesa quanto inspiegabile prestazione sottotono del collettivo.
Nel 3-5-2 iniziale, Atzori affida la retroguardia al trio Proia-Fissore-Boni, ripropone Minotti in cabina di regia, puntando in avanti sulla coppia Rovini-Sparacello. Mister Mereu a caccia di ossigeno per uscire dalla zona playout risponde con il 4-3-1-2: Iotti e Dametto a guidare il reparto difensivo, Muroni al centro della mediana e Capello sulla trequarti dietro a Ragatzu e Kouko. Nonostante i presupposti, il primo tempo, di fatto, non decolla mai. La prima conclusione della partita arriva al 12’ed è firmata dai padroni di casa: Benedetti prova sorprendere Van Der Want con un tiro dal limite, che però finisce sul fondo. Poi, qualche capovolgimento di fronte, con molti errori e poca lucidità da una parte e dall’altra, in una prima frazione giocata in maniera svogliata e a ritmi bassi dalle due squadre che sembrano non riuscire mai trovare gli stimoli giusti per affondare con la determinazione necessaria. A pochi istanti dal risposo, c’è bisogno del brivido in area arancione per destare il pubblico del Melani, costretto a seguire uno spettacolo soporifero: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Albertoni non trattiene in un primo momento il cross di Ragatzu, riuscendo poi ad impossessarsi di una palla che, ad un passo dalla linea di porta, stava diventando pericolosa. La ripresa si apre con una girandola si sostituzioni. Atzori lancia nella mischia prima Gyasi, al 50’, al posto di un evanescente Sparacello, e 5 minuti più tardi Colombo per Guglielmotti, aumentando il peso offensivo della squadra; Murru, nel tentativo di garantire più fantasia ai suoi sulla trequarti, inserisce Cossu per Capello. Gli arancioni producono due conclusioni tra il 55’e il 58’. Risponde l’Olbia con un tiro di Ragatzu al 64’, che dal limite dell’area non riesce a trovare la porta difesa da Albertoni. L’episodio che decide la sfida arriva al minuto 85: Cossu da calcio d’angolo pesca Ogunseye (subentrato a Ragatzu da pochi minuti) lasciato solo sul secondo palo, che di testa supera Albertoni.
Tommaso Artioli
Una partita letteralmente gettata ai rovi dagli uomini di Atzori, che contro un avversario a digiuno di vittorie da 3 mesi, hanno fornito una prestazione scialba e deludente. Dal canto suo, l’Olbia non ha certo mostrato né convinzione né buon calcio, riuscendo però a portare a casa 3 punti preziosi in chiave salvezza grazie a un episodio. Una gara brutta e giocata male da entrambe le formazioni, insomma, che lascia l’amaro in bocca agli arancioni per l’inattesa quanto inspiegabile prestazione sottotono del collettivo.
Nel 3-5-2 iniziale, Atzori affida la retroguardia al trio Proia-Fissore-Boni, ripropone Minotti in cabina di regia, puntando in avanti sulla coppia Rovini-Sparacello. Mister Mereu a caccia di ossigeno per uscire dalla zona playout risponde con il 4-3-1-2: Iotti e Dametto a guidare il reparto difensivo, Muroni al centro della mediana e Capello sulla trequarti dietro a Ragatzu e Kouko. Nonostante i presupposti, il primo tempo, di fatto, non decolla mai. La prima conclusione della partita arriva al 12’ed è firmata dai padroni di casa: Benedetti prova sorprendere Van Der Want con un tiro dal limite, che però finisce sul fondo. Poi, qualche capovolgimento di fronte, con molti errori e poca lucidità da una parte e dall’altra, in una prima frazione giocata in maniera svogliata e a ritmi bassi dalle due squadre che sembrano non riuscire mai trovare gli stimoli giusti per affondare con la determinazione necessaria. A pochi istanti dal risposo, c’è bisogno del brivido in area arancione per destare il pubblico del Melani, costretto a seguire uno spettacolo soporifero: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Albertoni non trattiene in un primo momento il cross di Ragatzu, riuscendo poi ad impossessarsi di una palla che, ad un passo dalla linea di porta, stava diventando pericolosa. La ripresa si apre con una girandola si sostituzioni. Atzori lancia nella mischia prima Gyasi, al 50’, al posto di un evanescente Sparacello, e 5 minuti più tardi Colombo per Guglielmotti, aumentando il peso offensivo della squadra; Murru, nel tentativo di garantire più fantasia ai suoi sulla trequarti, inserisce Cossu per Capello. Gli arancioni producono due conclusioni tra il 55’e il 58’. Risponde l’Olbia con un tiro di Ragatzu al 64’, che dal limite dell’area non riesce a trovare la porta difesa da Albertoni. L’episodio che decide la sfida arriva al minuto 85: Cossu da calcio d’angolo pesca Ogunseye (subentrato a Ragatzu da pochi minuti) lasciato solo sul secondo palo, che di testa supera Albertoni.
Tommaso Artioli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
