Sicurezza
«Cantù brucia ancora, vogliamo vincere»
Coach Esposito: tanta rabbia dalla sconfitta in Brianza. Pesaro è in forma, ma il PalaCarrara saprà darci energia
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PISTOIA. C’è una parola che Vincenzo Esposito ripete più volte nella presentazione dell’importante sfida contro Pesaro: rabbia. La rabbia rimasta in lui e in tutta la squadra per quella sconfitta last minute di Cantù, che la The Flexx vuole assolutamente riscattare contro la Consultinvest. Certo tutti sanno, ed in primis il Diablo, che la gara contro la Vuelle gasata dalla doppia vittoria salvezza su Brindisi e Caserta è decisiva per la corsa playoff. A maggior ragione dopo quel graffio di Johnson a fil di sirena che a Cantù ha interrotto la striscia positiva di tre vittorie filate della The Flexx. Riscattare il ko in Brianza, vuol dire per Esposito ritrovare l’anima difensiva e quella padronanza a rimbalzo fondamentali per fermare la “nuova” Pesaro.
Passato e futuro. «Arriviamo alla gara contro Pesaro dopo una sconfitta che ci brucia ancora — dice Esposito — per questo vogliamo vincere. Ci portiamo un pizzico di rabbia in più da Cantù per come è arrivata la sconfitta, perché potevamo vincere e per quello che poteva significare la vittoria. A Cantù abbiamo concesso troppo a rimbalzo difensivo. Io dico sempre che il passato è passato ma le sconfitte devono sempre lasciar qualcosa a livello di insegnamento. Facendolo fruttare lavoriamo per continuare a cullare il sogno playoff». L’effetto Clarke ha cambiato Pesaro, che dall’arrivo della guardia americana ha conquistato due vittorie su cinque gare. «Giocano sempre molto sul perimetro — dice il Diablo — ma con Clarke hanno più equilibrio. Thornton, Jasaitis e Jones sono “sgravati” da qualche compito e giocano con più tranquillità. In attacco a difesa schierata sono più pericolosi di prima. Per quanto ci riguarda dobbiamo essere noi stessi, evitando di subire tanto a livello difensivo e di rimbalzi come abbiamo sempre fatto. Non guardiamo alla classifica di Pesaro, è la peggior chiave per affrontarli perché nelle ultime 5 gare sono un’altra squadra».
Italiana. Vincere per avvicinarsi al pass playoff: Esposito assicura che la squadra è ferma su questo l’obiettivo. Un traguardo importante che Pistoia insegue con la seconda squadra più “italiana” del campionato. «Essere secondi dopo Reggio Emilia che gioca con mezza Nazionale, è una cosa che evidenzia i nostri meriti. Più di metà delle squadre giocano con 7 stranieri, noi abbiamo scelto da subito il 5+5. È vero che abbiamo trovato un grande Crosariol ma per gran parte dell’anno abbiamo giocato con uno straniero in meno».
Elisa Pacini
Passato e futuro. «Arriviamo alla gara contro Pesaro dopo una sconfitta che ci brucia ancora — dice Esposito — per questo vogliamo vincere. Ci portiamo un pizzico di rabbia in più da Cantù per come è arrivata la sconfitta, perché potevamo vincere e per quello che poteva significare la vittoria. A Cantù abbiamo concesso troppo a rimbalzo difensivo. Io dico sempre che il passato è passato ma le sconfitte devono sempre lasciar qualcosa a livello di insegnamento. Facendolo fruttare lavoriamo per continuare a cullare il sogno playoff». L’effetto Clarke ha cambiato Pesaro, che dall’arrivo della guardia americana ha conquistato due vittorie su cinque gare. «Giocano sempre molto sul perimetro — dice il Diablo — ma con Clarke hanno più equilibrio. Thornton, Jasaitis e Jones sono “sgravati” da qualche compito e giocano con più tranquillità. In attacco a difesa schierata sono più pericolosi di prima. Per quanto ci riguarda dobbiamo essere noi stessi, evitando di subire tanto a livello difensivo e di rimbalzi come abbiamo sempre fatto. Non guardiamo alla classifica di Pesaro, è la peggior chiave per affrontarli perché nelle ultime 5 gare sono un’altra squadra».
Italiana. Vincere per avvicinarsi al pass playoff: Esposito assicura che la squadra è ferma su questo l’obiettivo. Un traguardo importante che Pistoia insegue con la seconda squadra più “italiana” del campionato. «Essere secondi dopo Reggio Emilia che gioca con mezza Nazionale, è una cosa che evidenzia i nostri meriti. Più di metà delle squadre giocano con 7 stranieri, noi abbiamo scelto da subito il 5+5. È vero che abbiamo trovato un grande Crosariol ma per gran parte dell’anno abbiamo giocato con uno straniero in meno».
Elisa Pacini
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