Sicurezza
The Flexx e Chris Roberts trovano l’accordo: è addio
Il Pistoia Basket ha risolto definitivamente il rapporto con la guardia americana Il dg Iozzelli: «Jenkins era un’occasione che non potevamo non sfruttare»
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PISTOIA. Tra la The Flexx e Chris Roberts il rapporto è definitivamente chiuso: a tre settimane dall’arrivo in via Fermi di Michael Jenkins, che aveva scalzato la guardia americana dalle rotazioni, Roberts e il Pistoia Basket hanno trovato l’accordo per la fine del rapporto lavorativo.
8, 1 punti di media (48% da due e 26, 4% da tre), 3, 1 rimbalzi e 2, 2 assist nelle quindici gare giocate con la maglia del Pistoia Basket, di cui, nell’era recente, tra Legadue e A1, è stato l’unico giocatore arrivato in corsa e partito prima della fine del campionato. Un’anomalia in una stagione anomala per il club biancorosso, che ha contato 4 arrivi e altrettante partenze a campionato in corso: numeri ampiamente sopra la media in via Fermi.
«Sono storie molto diverse — commenta il direttore generale, Giulio Iozzelli — ma non c’è dubbio che sia anomalo. Il primo taglio è stato dovuto ad un infortunio (Marcus Thornton, ndr) e a differenza dell’anno scorso, ci è costato un tesseramento. Le altre sono state sostituzioni a conseguenza di situazioni tecniche che non hanno funzionato in maniera troppo positiva. Si sono verificati diversi cambi, come succede spesso in tante altre società, col mercato sempre aperto. Anche se fa parte delle regole del gioco, per me non è il massimo e per noi non deve diventare la prassi».
Arrivato come sostituto del partente Hawkins, Chris Roberts a Pistoia non ha dato quell’apporto di solidità che ci si poteva aspettare da un giocatore di 29 anni. Così, tra Legadue e A1, tolti i gettonari, l’ex Fortitudo è l’unico giocatore tagliato dopo esser subentrato a campionato iniziato.
«Roberts è stata una scelta tecnica che nessuno disconosce — continua Iozzelli — avvallata dal fatto che quando è stato preso era già in Italia e ciò non comportava la spesa del nostro ultimo visto. Un fattore non secondario. Era un’occasione e l’abbiamo convintamente scelto. Poi si è presentata una nuova occasione, in maniera improvvisa (Jenkins, ndr) e la volontà di sfruttarla ha fatto sì che l’esperienza a Pistoia di Roberts sia finita così. Ma anche con Roberts la squadra i suoi risultati li ha ottenuti (7 vittorie su 15 gare)».
A dar ragione al viavai al “terminal” PalaCarrara ci sono i risultati della The Flexx. In più, come dice Iozzelli, prima dell’ultimo innesto i cambi in corsa non hanno scalfito il budget stanziato da un club che sul mercato spesso è costretto ad osare. A volte i rischi portano a scoprire giocatori che ritrovi a fare le finali di Eurolega (Wanamaker e Kirk), altre non pagano come, Hawkins, Roberts e Cournooh.
«Cournooh non doveva essere un rischio — ammette il dirigente biancorosso — Probabilmente a Pistoia non ha trovato il giusto contorno tecnico ed ambientale e ha fatto alti e bassi. Per il resto noi da anni rischiamo, non possiamo fare altrimenti. A volte pagano, altre no, ma rendendo merito a chi ha lavorato alla costruzione della squadra, un rischio che sta pagando è quello su Okereafor che ci sta dando molto».
«Prima dell’ultimo innesto — chiude Iozzelli sul budget — la situazione è stata tenuta in equilibrio rispetto al dato stilato ad inizio stagione. L’unica situazione extrabudget è stata Jenkins, che la società ha voluto per dare più qualità».
Elisa Pacini
8, 1 punti di media (48% da due e 26, 4% da tre), 3, 1 rimbalzi e 2, 2 assist nelle quindici gare giocate con la maglia del Pistoia Basket, di cui, nell’era recente, tra Legadue e A1, è stato l’unico giocatore arrivato in corsa e partito prima della fine del campionato. Un’anomalia in una stagione anomala per il club biancorosso, che ha contato 4 arrivi e altrettante partenze a campionato in corso: numeri ampiamente sopra la media in via Fermi.
«Sono storie molto diverse — commenta il direttore generale, Giulio Iozzelli — ma non c’è dubbio che sia anomalo. Il primo taglio è stato dovuto ad un infortunio (Marcus Thornton, ndr) e a differenza dell’anno scorso, ci è costato un tesseramento. Le altre sono state sostituzioni a conseguenza di situazioni tecniche che non hanno funzionato in maniera troppo positiva. Si sono verificati diversi cambi, come succede spesso in tante altre società, col mercato sempre aperto. Anche se fa parte delle regole del gioco, per me non è il massimo e per noi non deve diventare la prassi».
Arrivato come sostituto del partente Hawkins, Chris Roberts a Pistoia non ha dato quell’apporto di solidità che ci si poteva aspettare da un giocatore di 29 anni. Così, tra Legadue e A1, tolti i gettonari, l’ex Fortitudo è l’unico giocatore tagliato dopo esser subentrato a campionato iniziato.
«Roberts è stata una scelta tecnica che nessuno disconosce — continua Iozzelli — avvallata dal fatto che quando è stato preso era già in Italia e ciò non comportava la spesa del nostro ultimo visto. Un fattore non secondario. Era un’occasione e l’abbiamo convintamente scelto. Poi si è presentata una nuova occasione, in maniera improvvisa (Jenkins, ndr) e la volontà di sfruttarla ha fatto sì che l’esperienza a Pistoia di Roberts sia finita così. Ma anche con Roberts la squadra i suoi risultati li ha ottenuti (7 vittorie su 15 gare)».
A dar ragione al viavai al “terminal” PalaCarrara ci sono i risultati della The Flexx. In più, come dice Iozzelli, prima dell’ultimo innesto i cambi in corsa non hanno scalfito il budget stanziato da un club che sul mercato spesso è costretto ad osare. A volte i rischi portano a scoprire giocatori che ritrovi a fare le finali di Eurolega (Wanamaker e Kirk), altre non pagano come, Hawkins, Roberts e Cournooh.
«Cournooh non doveva essere un rischio — ammette il dirigente biancorosso — Probabilmente a Pistoia non ha trovato il giusto contorno tecnico ed ambientale e ha fatto alti e bassi. Per il resto noi da anni rischiamo, non possiamo fare altrimenti. A volte pagano, altre no, ma rendendo merito a chi ha lavorato alla costruzione della squadra, un rischio che sta pagando è quello su Okereafor che ci sta dando molto».
«Prima dell’ultimo innesto — chiude Iozzelli sul budget — la situazione è stata tenuta in equilibrio rispetto al dato stilato ad inizio stagione. L’unica situazione extrabudget è stata Jenkins, che la società ha voluto per dare più qualità».
Elisa Pacini
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