Toscana
«Meritavamo noi di salire in serie A»
Scatenato Bonetti, presidente della Leonessa: non ho dimenticato il letame e la mano rotta di Jenkins
PISTOIA. Brescia contro Pistoia è sinonimo di "grande storia". All'inizio dell'estate 2013, l'ultima volta che le due squadre si sono affrontate, in quella infernale finale playoff di LegaDue per salire in A.
L'allora Giorgio Tesi Group vinse 3-2 volando nella massima serie affossando all'ultimo tuffo le velleità della Centrale del Latte. A distanza di 3 anni e mezzo ecco un nuovo duello e a buttare un bel po' di benzina sul fuoco ci pensa il presidente onorario della Leonessa, Marco Bonetti. «Eravamo partiti da squadra indicata da tutti come la sicura retrocessa - ha dichiarato il patron a Il Giornale di Brescia - e invece arrivammo a un soffio dall'impresa contro Pistoia che era stata invece costruita per salire. Eravamo più forti di Pistoia e, per quanto visto sul campo in quelle cinque partite, avremmo meritato di salire noi. Andammo a un passo dal vincere gara-2 quando una tripla di Brkic colpì due volte il ferro nell'ultimo nostro possesso. Poi dominammo le due partite a Brescia».
Non le manda certo a dire il patron lombardo anche per quanto poi successe, a suo modo di vedere, in gara-5 sorvolando, però, sulle condizioni pessime di gioco al Pala San Filippo (domani si gioca a Montichiari) e i canestri che sobbalzavano in ogni occasione. «Non ho dimenticato il letame rovesciato nel nostro spogliatoio - prosegue Bonetti dalle colonne del Giornale di Brescia - una situazione che avremmo potuto anche usare a nostro favore per avere magari partita vinta a tavolino. La società pistoiese si dissociò subito e chiamarono anche i pompieri per rendere agibile la stanza, ma non fu certo una cosa piacevole. E poi quel fallo di Galanda su Jenkins: ho ancora la radiografia della mano rotta. Penso che ci possiamo prendere una bella rivincita sul campo». (s.m.)
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