Italia
Lombardi e Cournooh gioie e dolori in casa The Flexx
La 23enne ala torinese è un perno del collettivo biancorosso L’involuzione dell’esterno italo-ghanese preoccupa Esposito
PISTOIA. Prendere consapevolezza dell'allungamento del roster e sfruttarlo di più: Gek Galanda nell'intervista rilasciata proprio a "Il Tirreno" ha evidenziato questo come uno dei buoni propositi del Natale biancorosso. Natale, che come per tutta la serie A non vuol dire vacanza per la squadra di Vincenzo Esposito, che non si ferma mai e arriverà al giro di boa post Epifania (trasferta a Brescia l'8 gennaio) dopo il turno di martedì 27 dicembre a Pesaro e quello casalingo del 2 gennaio contro Reggio Emilia.
La trasferta dell'Adriatic Arena è un'altra di quelle gare fondamentali per la The Flexx che sfida il suo tabù trasferta, sul campo di una delle dirette concorrenti alla ricerca di una classifica più tranquilla. Una trasferta che la squadra di Esposito, come a Capo d'Orlando, affronta con le rotazioni allungate dopo gli inserimenti di mercato di Roberts e Okereafor (il cui contratto mensile scade dopo la gara contro Reggio Emilia) e lo smaltimento di molti acciacchi fisici, che hanno costretto la squadra a giocare in emergenza per due terzi della prima parte di stagione. Un roster lungo dal punto di vista numerico ma non da quello pratico, come ha confermato la sfida contro Cantù che ha visto "dietro la lavagna" non per la prima volta David Cournooh ma anche la coppia di torri Magro- Crosariol, alla seconda gara negativa dopo una serie di prove convincenti. I numeri delle 12 gare di Cournooh confermano l'involuzione da potenziale sesto uomo di lusso del campionato (prime sei giornate) a comprimario nemmeno troppo efficace: allo staff tecnico e allo stesso esterno italo/ghanese il compito di trovare le cause ma soprattutto le modalità d'uscita da questo tunnel di rendimento che priva la squadra di un potenziale jolly.
Cournooh è andato in doppia cifra in tre gare su dodici (Brindisi, Varese e Sassari con due vittorie biancorosse), tutte nelle prime sei giornate quando ha viaggiato ad una media di 6 punti di valutazione onorevole per chi esce dalla panchina. Nelle ultime sei invece il rendimento è crollato a picco con una valutazione media superiore poco più ad 1 punto, trascinandosi dietro anche il minutaggio che dall'arrivo di Okereafor è diminuito.
La nota più lieta della panchina biancorossa ha un nome ed un cognome preciso: Eric Lombardi è un perno di quel collettivo biancorosso che Esposito sta cercando di amalgamare dopo i cambi in corsa, non solo a livello di giocatori ma anche di assetto di squadra vista la presenza di due pivot di peso come Magro e Crosariol, mentre in estate la squadra era stata pensata in maniera più leggera. La crescita e la continuità che sta raggiungendo l'ala torinese è frutto del grande lavoro dello staff tecnico biancorosso con Lombardi, uno a cui Pistoia si aggrappa in molti momenti di difficoltà.
È evidente che a 23 anni e alla seconda stagione in A1, non può fare sempre miracoli ma la sua maturazione si è vista tutta nella gara contro Cantù. Una partita in cui il canestro è stato il peggior nemico di Eric (che ha finito con 0/4 dal campo) ma lui in 27' di utilizzo non si è sottratto alla lotta, conquistando 9 rimbalzi (high stagionale) e fermando in una delle azioni decisive Johnson. Ha dovuto fare gli straordinari più volte visto che ha coperto tanti minuti solitamente giocati dall'acciaccato capitan Antonutti (22,9 di media contro i 17,4 dell'anno scorso) ma le sue cifre sono in progress rispetto alla prima stagione a Pistoia. Viaggia a 6,3 punti a gara mentre l'anno scorso erano 4,5 e soprattutto a 5,2 rimbalzi di media contro i 3,5 del campionato 2015/ 2016. Il più grande sbaglio che Lombardi può fare è sedersi sugli allori, continuando a lavorare così può davvero essere importante per il Pistoia Basket.
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