Italia
Milano suona la nona, e Pistoia va ko
I biancorossi bene nel primo quarto, poi l’EA7 (9 vittorie su 9 partite) dilagano. Serata da dimenticare (9/30) nel tiro da 3
Dura 25' la gara della The Flexx sul campo della corazzata Armani, che si conferma capolista imbattuta del campionato dopo la nona vittoria consecutiva, infliggendo al Pistoia Basket il passivo più grande dal ritorno in serie A.
Venticinque minuti in cui la squadra di Vincenzo Esposito ha provato a tenere viva la gara contro una squadra attualmente di un altro pianeta, non solo per la The Flexx che deve smaltire postumi di infortuni e toppe di mercato (Chris Roberts da inserire a pieno e Michele Antonutti non al top), ma per tutto il campionato italiano. Una supremazia naturale di chi, nonostante l'assenza di due pezzi da novanta come il play azzurro Andrea Cinciarini e il folletto della Nazionale croata Kruno Simon, può ruotare 12 giocatori 12 dove nessuno è un ragazzo delle giovanili ma l'ultimo della fila (uno dei carneadi della The Flexx da -34 al Forum) si chiama Simone Fontecchio e viene da due stagioni da 30' di media nella Virtus Bologna. Per questo la caratura (fisica, tecnica e soprattutto economica) dell'EA7 non può non essere considerata, analizzando la prestazione di Pistoia. Intendiamoci: i 34 punti con cui la The Flexx torna in Toscana sono un fardello che pesa, in primis nell'orgoglio di una squadra temprata da un allenatore grintoso come Esposito. Uno di quelli che non vorrebbe perdere nemmeno a briscola, figuriamoci là (nel Forum luccicante stile sfilate Armani con tanto di intermezzi da evento Nba come il lancio dei gadget dal campo e la kiss cam che invita ai baci le coppiette nel pubblico) dove ancora il nome del Diablo (vincitore dello scudetto casertano proprio a Milano nel 1991) fa tremare i polsi.
Pesano sì, ma non devono gravare su una squadra che da domani deve pensare solo alla sfida interna di Torino, quella sì partita chiave verso la salvezza. Più che i numeri, impietosi di Pistoia che al Forum è sbattuta in un terzo quarto horror ed è stata punita dal miglior attacco del campionato, l'analisi della gara della The Flexx va fatta sui contenuti. Su quelli buoni, dalla voglia di lottare (a parte il black out dal 25' al 35'), di rimontare dal primo affondo dell'Olimpia, passando per le buone prove nonostante tutto di Eric Lombardi, Andrea Crosariol e a tratti Ron Moore e Nathan Boothe. E poi, come è nel dna di un perfezionista come Esposito, c'è da riflettere sugli aspetti assai meno buoni che contro squadre forti, portano a subire break devastanti. In primis la difesa troppo morbida su giocatori scafati come Hickman e Gentile che, entrati dalla panchina, hanno portato Milano al sorpasso dopo l'avvio positivo di Pistoia, ribaltando il 10- 14 del 5' fino al 21- 18 della prima sirena. Dal secondo quarto Pistoia ha perso fiducia in attacco, sfaldandosi in maniera troppo netta di fronte alla pressione difensiva di casa. Se il canestro per Milano è diventato una vasca, per Pistoia è diventato difficile anche tirare. Ecco i 31 punti subìti (contro i 22 fatti) nel secondo quarto e soprattutto i 27 (e 12 fatti) del terzo quarto dove le bombe di Fontecchio e Dragic hanno chiuso anzitempo la gara.
Esposito ha provato di tutto per tenere la gara aperta, dal quintetto piccolo, alle due torri Crosariol- Magro in contemporanea. Ma dopo un buon primo quarto approfittando anche della leggerezza eccessiva di Milano, Pistoia si è staccata toccando il -10 già al 13' e il -15 al 19', tenuta a galla all'intervallo lungo dalle bombe di Cournooh e Petteway. Sempre da tre, ad inizio ripresa, stavolta con Boothe e Moore, Pistoia ha provato a rimanere attaccata ad uno scarto "accettabile" (56- 45 al 21'). Ma non trovando alternative al tiro dalla lunga (in una serata scadente da 9/30 da tre), è diventato impossibile giocarsela con una Milano che ha finito con più del 50% di realizzazione dal campo.
Elisa Pacini
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