Italia
Hawkins e Boothe pronti alla serie A
Prima avventura lontano dagli States per i due giocatori: convinti dal progetto
PISTOIA. Corey Hawkins e Nathan Boothe sono due degli americani della The Flexx Pistoia. Giovani, affamati, desiderosi di mettersi alla prova e alla prima avventura lontano dagli States. «Ho scelto Pistoia dopo la telefonata del coach -ha raccontato Boothe nella giornata dedicata ai media- poi ho voluto controllare e documentarmi in rete sulla città e la squadra. Pistoia mi ricorda la città dove ho fatto il college, la prima impressione è stata positiva».
Sulla stessa lunghezza d'onda del compagno è anche il cecchino Hawkins: «Il coach mi ha chiamato e mi ha spiegato che squadra stava creando e che ruolo aveva per me, era un'opportunità troppo bella per non coglierla. Sono un giocatore molto competitivo ed ho sempre alte aspettative. La città mi piace moltissimo, sono stati tutti gentili con me fino ad ora». Nathan Boothe avrà il compito di non far rimpiangere il suo predecessore, Alex Kirk, entrato nel cuore dei tifosi. «Non lo conosco personalmente ma so che abbiamo alcune caratteristiche e aspetti del gioco simili, altri diversi. Per il momento sono contento di come è organizzato il gioco e di quello che mi chiede di fare in campo il coach». Tra un allenamento e una partita i due americani, insieme agli altri compagni di squadra, hanno anche avuto modo di apprezzare le bellezze nei dintorni. «Per il momento siamo sempre di corsa ma qui è tutto diverso dagli Usa -ha detto Hawkins- questi sono posti che vedi solo in cartolina o in foto. Per me è tutta una scoperta, anche il solo passeggiare per Pistoia».
Come spesso accadde però la nuova realtà presenta anche qualche piccolo inconveniente. «Ho già preso un paio di multe -confessa con il sorriso Hawkins- devo ancora abituarmi perché qui le strade sono molto più strette e tutti vanno veramente forte. In compenso il cibo è buonissimo».
Federico Guidi
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