Sicurezza
Finocchio, il trequartista che mancava
L’italo-brasiliano, classe 1992, può giocare anche come esterno d’attacco
PISTOIA. Sereno in volto e già completamente a proprio agio nell’ambiente arancione. Appare così, nel giorno della presentazione alla stampa, il centrocampista offensivo italo-brasiliano, Francesco Finocchio. La società ne aveva annunciato l'ingaggio lo scorso 11 agosto. Nato a Caserta il 30 aprile 1992, Finocchio è stato tesserato fino al 30 giugno 2017. Un giocatore duttile, come si definisce lui stesso, che il tecnico arancione Remondina conosce bene e potrà impiegare in diverse zone del campo, certo di contare sulle sue doti tecniche e sulla sua esperienza. Padova, Pisa, Pordenone e Nova Gorica (nella serie A slovena), alcune delle maglie indossate dal calciatore. «Molto positivo – spiega Finocchio – l’impatto con lo spogliatoio arancione. Il mister mi conosce potrà farmi giocare in molte posizioni». Utilizzato sia come esterno che come trequartista, il nuovo arrivato in passato ha giocato anche come interno di centrocampo. Ed è questo, insieme a quello di trequartista, uno dei ruoli che ammette di prediligere. «Francesco – sottolinea Gian Marco Remondina - può giocare in diverse zone del campo. Ha i giusti tempi di inserimento, resistenza e tecnica». C’è già sintonia, insomma, tra il tecnico arancione e il centrocampista. Remondina lo ha già avuto nella stagione 2012-2013, quando era alla guida del Feralpi Salò in C1 e lo ha buttato nella mischia dal primo minuto nelle amichevoli dell'ultima settimana con Viareggio e Zenith Audax. Nello scacchiere arancione, Finocchio, potrà colmare tatticamente il vuoto lasciato dalla partenza di Domenico Mungo, oltre ad essere impiegato come esterno alto nel 4-3-3. (t.a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
