Il Tirreno

Pistoia

RIO DE JANEIRO

«Darò il massimo»: Gabriele Rossetti alle Olimpiadi, si avvicina l’esordio

di Elisa Pacini
Gabriele Rossetti con la maglia della Nazionale Italiana
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Gabriele Rossetti con la maglia della Nazionale Italiana

L’atleta di Ponte Buggianese gareggia nel tiro a volo, e ha un solo obiettivo: vincere l’oro

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PISTOIA. «Se inizia a salire l'emozione? Sinceramente no, sono tranquillo, almeno lo sarò fino al giorno della gara». A meno di 48 ore dal debutto olimpico, nelle qualificazioni del tiro a volo-specialità skeet, parlando con Gabriele Rossetti a stupire è la sua sicurezza. Ha solo 21 anni e, oltre a essere una delle punte della Nazionale di Tiro a Volo, è anche l'unico rappresentante della provincia di Pistoia nella squadra italiana a Rio de Janeiro. «Responsabilità? - dice Rossetti - non la sento, per me è un onore. Rappresento casa mia qui dall'altra parte del mondo, non può farmi che piacere. In questi giorni sento il calore della gente che mi segue da casa, dei miei amici, di mia mamma che sono rimasti in Italia. Mi stanno vicino con tanti messaggi a cui cerco di rispondere sempre».

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La sua Olimpiade da atleta inizierà venerdì 12 agosto quando nella mattinata brasiliana (ore 15,30 italiane) partiranno le qualificazioni della gara maschile di skeet. Decisione, concentrazione e soprattutto precisione: sono queste le caratteristiche imprescindibili per entrare nella finale di sabato 13 dove Ponte Buggianese e tutta la provincia spera di ritrovarlo dalle 20 italiane. «L'obiettivo? Lo sanno tutti, il gradino più alto - dice Rossetti con la grinta di chi ha poco più di 20 anni e arriva alla sua prima Olimpiade con una successione importante di titoli, dall'oro mondiale juniores al bronzo seniores nel 2015, fino al primato europeo 2016 a squadre - contengo la tensione cercando di pensare che è una gara come le altre: i piattelli sono uguali a sempre, gli avversari fortissimi sono gli stessi che ritrovo in Coppa del Mondo. Siamo noi che gli diamo un'importanza diversa, perché siamo alle Olimpiadi».

Già, ma non è cosa da poco non solo perché si indossano le divise griffate Armani della Nazionale Italiana o perché, girando per il Villaggio Olimpico ci si imbatte con i più forti sportivi del mondo. Quella «gara uguale alle altre» che il giovane tiratore pontigiano si ripete per prepararsi mentalmente all'appuntamento con la storia, sembra più una specie di mantra. Perché di ordinario alle Olimpiadi c'è poco o nulla. «In effetti ti rendi conto di essere dentro a un evento bellissimo - dice il tiratore cresciuto al Tiro a Volo Montecatini, che a Rio ha il suo allenatore personale, babbo Bruno bronzo a Barcellona 1992, ma tra gli avversari visto che è allenatore della Nazionale Francese - nei momenti liberi ne approfitto per girare nel villaggio olimpico. Questo è un villaggio che non dorme mai, dove convivono persone, storie e culture diverse. C'è chi fa colazione con la pizza, chi va a correre alle due di notte. È bellissimo poter incontrare gli atleti, anche di altri sport, che segui tutto l'anno».

Atleti come il grande tiratore azzurro Niccolò Campriani con cui Rossetti si è fatto un selfie “d'oro”, non appena l'ha incontrato dopo la vittoria del fiorentino nella finale della carabina da 10 metri. Grazie alle conoscenze del babbo ha visitato anche la “Maison” olimpica della nazionale francese, strappando una foto di gruppo agli atleti della squadra di basket dove giocano campioni del calibro di Tony Parker, Nando De Colo, Boris Diaw, Nicholas Batum e Florent Pietrus, stelle europee e Nba. Nonostante in pedana sia un suo avversario, la presenza a Rio di babbo Bruno è importante per Gabriele. «Anche se è il tecnico di un'altra Nazionale, lo vedo come il mio allenatore - dice il tiratore azzurro - anche se in gara non ci diciamo nulla, è lì vicino a me e mi basta. Per il resto io penso solo a dare il massimo, so di poter fare bene».

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