Il Tirreno

Pistoia

Dolfi secondo fra gli italiani a Londra

di Elena Guerri
Dolfi secondo fra gli italiani a Londra

L’atleta (Cicli Giovannelli di Montecatini) ha parteciapto alla Granfondo di 160 km

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MONTECATINI. «È stata una nuova e grande emozione. Dopo venti anni di bici non è cosa da poco». Inizia così il racconto di Matteo Dolfi, tesserato con il team Cicli Giovannelli di Montecatini, che ha partecipato alla quarta edizione della granfondo di Londra. 100 miglia ovvero 160 chilometri disegnati nella capitale inglese, interamente chiusa al traffico ed in esclusiva accessibile agli oltre quarantamila ciclisti provenienti da tutto il mondo. «La borsa rigida con la bici, l'arrivo in aeroporto con la fedele compagna di pedalate- così Matteo ripercorre quei momenti- e poi la sgambata del sabato attraverso il centro di Londra, passando da Bond street fino a Oxford street e a Regent Park, dove mi sono persino perso. Il pomeriggio è volato con il veloce brief con l'organizzatore e poi a letto presto per la tragica sveglia delle 4 del giorno seguente».

«Siamo partiti in bici - prosegue- per il Queen Elizabeth Olympic park alle 5,15 e dopo una bellissima pedalata all'alba di 10 km mi sono posizionato all'interno della griglia». Dolfi, grazie al tour operator Bike Division, è riuscito a partire tra i primi, non appena è stato dato lo star alle 7 dal velodromo Queen Elizabeth Olympic Park, sede dei giochi olimpici 2012.«Già alle 7:02 - sottolinea il portacolori nero rosso - mi sono ritrovato nelle prime posizioni a 45km/h.Un susseguirsi di cambi e di volate per chiudere gli attacchi attraverso la campagna del Surrey fino alla prima salita dove siamo andati via in dieci. Siamo riusciti a goderci il panorama solo a 3 km dall'arrivo quando siamo entrati in Londra».

« Non sono mai stato così emozionato- conclude- I ringraziamenti sono d'obbligo: per mia moglie Lisa che è stata l'ideatrice di tutto e per Massimo Giovannelli che mi ha preparato una bici da professionista. Un grazie anche ai miei compagni di fuga in particolare a Jonathan, che mi ha aiutato negli ultimi chilometri. Meritato arrivo a braccia alzate insieme, secondi a pari merito fra gli italiani».

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