Il Tirreno

Pistoia

«Era il momento giusto per i saluti»

di Roberto Grazzini
Giovanni Maneschi, ex allenatore del Montecatini Valdinievole
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Giovanni Maneschi, ex allenatore del Montecatini Valdinievole

Maneschi convinto della sua decisione ringrazia la società del Montecatini

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MONTECATINI. Abbronzato e rilassato, Giovanni Maneschi scruta l'orizzonte con la mano tesa sulla fronte e l'altra poggiata sul fianco mentre il sole sta per calare sulle onde di Marina di Pisa. Un gesto ripetuto migliaia di volte in campo osservando una marcatura da cambiare o nella speranza di capire i movimenti giusti in area dei suoi giocatori.

Nell'occasione è solo per riuscire ad intuire se pioverà o meno all'indomani. Il calcio per ora può attendere. Le infradito hanno preso il posto delle immancabili scarpe da tennis arancioni ma soprattutto quell'armadietto negli spogliatoi del Mariotti è rimasto vuoto. La storia del condottiero di Cascina è già, di diritto divenuta leggenda in seno al club dell'Airone come i modi affabili del signorile Enzo Robotti, le sentenze in livornese di Sergio Corti, l'immancabile impermeabile di Amos Mariani, la zona ad oltranza di Sergio Biliotti.

Come questi illustri colleghi il buon Giovannino ha lasciato il segno nei cuori dei giocatori e della gente bagnaiola, scegliendo bene, da uomo di calcio, il momento per lasciare la città delle terme e godersi il litorale pisano. Il presidente Marco Innocenti ha tentato di tutto per trattenerlo ma non c'è stato niente da fare. «Il mestiere dell'allenatore, per me una passione - spiega - è scandito da tempistiche fondamentali. Come le staffette veloci in atletica, devi essere bravo ed intelligente ad intuire quando passare il testimone al compagno, ed in questo ad un emergente e motivato allenatore come Simone Venturi. Allo stesso tempo, se senti di aver dato tutto e che, in ogni caso, meglio non potrai fare, devi dare spazio a chi ha più voglia di mettersi in gioco. Mi mancherà fare l'imitazione a Pollastrini, le discussioni tattiche con Mario Cardelli, l'avvocato Mannini e Guido Dianda, l'abbraccio a Federico prima e dopo la partita, il calore dei ragazzi che ci hanno seguito ovunque, il bel rapporto creato con voi giornalisti e queste due annate che definire meravigliose è addirittura riduttivo oltre a tanti altri bellissimi ricordi. Ma resteranno sempre l'amicizia e l'affetto che mi legano alle persone fantastiche che ho avuto la fortuna di conoscere ed apprezzare in un ambiente tornato ad innamorarsi della squadra della propria città. Il futuro? Vedremo. Intanto mi godo il mare ed il sole. Vi abbraccio tutti, sperando che l'Airone biancoceleste possa volare sempre più in alto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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