Gioco
Caciagli: «Il Rugby Pistoia costretto a emigrare a Uzzano»
Il presidente degli Orsi fa un duro atto di accusa verso l’Amministrazione che non avrebbe dato quelle giuste risposte affinché la società possa avere un impianto idoneo per allenamenti e partite
PISTOIA. Il Rugby Pistoia potrebbe lasciare la città: ad annunciarlo è il presidente degli Orsi Raffaello Caciagli, il suo lungo sfogo affronta tutte le tematiche di quello che negli anni sembra essersi trasformato in un vero e proprio braccio di ferro tra la società biancorossa e l’amministrazione comunale. Principale motivo del contendere, la mancanza di impianti adeguati per svolgere le proprie attività. Pistoia, è un fatto, rimane l'unico capoluogo toscano a non avere un campo da rugby in tutto il territorio comunale.
Tra meno di due settimane potrebbe arrivare la svolta, ma le prospettive per lo sport pistoiese sono tutt’altro che positive. «Stiamo valutando di migrare a Uzzano - taglia corto Caciagli - lì hanno due campi e con il Rugby Valdinievole abbiamo già stretto accordi per sviluppare un settore giovanile congiunto. Loro non hanno la squadra seniores e sono sicuro che ci accoglierebbero volentieri. La decisione definitiva sarà presa durante l’assemblea dei soci del 17 giugno».
Il Rugby Pistoia svolge i propri allenamenti al campo Pistoia Ovest A, mentre le partite interne della prima squadra vengono disputate al campo Turchi. Spazi ritenuti insufficienti e inadeguati, prima causa di disagio che colpisce soprattutto il settore giovanile. «Ogni stagione reclutiamo una ventina di ragazzi che desiderano giocare a rugby – racconta il presidente degli Orsi - ma li perdiamo quasi tutti perché non abbiamo strutture decenti e i genitori decidono di portarli altrove. Non posso biasimarli – prosegue – nemmeno io da genitore porterei mio figlio in un impianto come quello attuale: irrigatori a bordo campo sporgenti di almeno quindici centimetri, spogliatoi con docce fredde e senza estintori, escrementi di cani ovunque per l’accesso indiscriminato al campo a qualunque ora».
Una possibile via d’uscita è nota da tempo, ma ad oggi non si è giunti ad una soluzione: «Il Comune – dichiara il dirigente - continua a rifiutare il contributo a fondo perduto di 130.000 euro che la Fir da tre anni ci offre per ottenere un campo in gestione, metterlo a norma e farlo diventare la casa del rugby. Ci è stato offerto il campo Turchi perché a quanto pare la Pistoiese non ne vuole più sapere, noi siamo disponibili ma possiamo accettare soltanto se ci viene dato il permesso di fare alcuni lavori: il campo non è a norma, ogni domenica per giocare in campionato dobbiamo richiedere speciali deroghe ma non sappiamo per quanto questa situazione sarà tollerata».E così, dopo il calcio a 5 costretto a spostarsi a Casalguidi per disputare le gare interne e la boxe ad Agliana, un’altra realtà si appresta a salutare Pistoia. «Dovremo cambiare nome – spiega il dirigente - ma non credo che all’amministrazione interessi granché».
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