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Pistoia

Vassallo: «Resto in arancione con un progetto ambizioso»

Vassallo: «Resto in arancione con un progetto ambizioso»

L’autore dell’1-0 al Pisa che ha portato alla salvezza lancia un avviso alla società E si toglie qualche sassolino: «Burrascoso il rapporto con mister Alvini»

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PISTOIA. Con la sua zampata ha fatto diventare realtà la salvezza in Lega Pro per la Pistoiese. Imbeccato alla perfezione da Petriccione, Francesco Vassallo oramai ha preso gusto a fare gol al Pisa, squadra che da due anni a questa parte lo sta cercando con insistenza ma che non è mai riuscita ad accaparrarselo.

«In effetti due gol in due anni al Pisa non sono pochi - scherza Vassallo - da là sono arrivate molte chiamate: dovevo partire a gennaio 2015, l'estate scorsa e anche questo inverno ma alla fine sono rimasto a Pistoia. Fino a che non si firma ci sono solo chiacchiere che le porta via il vento. È stata una stagione particolare quella conclusa, perché il mio ruolo è cambiato più volte, spaziando dalla mezzala al centrocampista centrale fino al terzo attaccante, come mi ha più volte fatto giocare Bertotto: io preferisco la mezzala perché godo di molta libertà, quello che serve per esprimere al meglio il mio gioco». Con il mister che ha portato la Pistoiese in salvo nell'ultimo mese aveva già avuto rapporti professionali, ma non è che per questo si sentisse un pò "raccomandato". «Andando in Nazionale - continua Vassallo - il suo modo di essere e di allenare lo conosci per un giorno, massimo due. Ammetto che nel ruolo di attaccante non mi trovavo bene, però fin dal giorno del suo arrivo sapevo che proprio lì sarei andato a finire: mi sono adattato e i risultati sono stati buoni arrivando ad ottenere un buon rapporto con Bertotto».

È da qui che si entra nella vera problematica della stagione conclusa di Vassallo: il rapporto con Alvini. «In questo campionato potevamo fare molto meglio - attacca il centrocampista arancione - io in primis, perché il Vassallo "prima stagione" si è visto soltanto nelle ultime partite. Chiaro che tutte le annate non sono uguali: quando trovi la serenità giusta tutto viene più facile, altrimenti rischi di fare male ed essere in sofferenza come capitato. Una sofferenza vissuta male, quasi una sensazione di ansia che avevo nel rapporto col mister che, onestamente, non è mai decollato. Il prossimo anno? Ho ancora un anno di contratto ma va ridiscusso: qua mi trovo bene ma dovrò parlare chiaro con la società perché non voglio fare un altro campionato in sofferenza».

Chi potrebbe rimanere il prossimo anno, quindi, è stato molto chiaro: la permanenza è legata ad un progetto ambizioso. Cosa farà la società?

Saverio Melegari

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