Gioco
«Il miglior anno di basket della mia vita»
Knowles ringrazia El Diablo: mi ha aiutato, sia in campo che fuori
PISTOIA. Ventitrè punti, giocate spettacolari, la voglia di non mollare mai eppure non è bastato alla Giorgio Tesi Group per portare a gara-4 la Sidigas Avellino nei quarti di finale dei playoff di Serie A.
Numeri di spessore, quelli della notte del PalaCarrara, per Preston Knowles che forse ha avuto un solo difetto: far partire, e mandare a bersaglio, quel tiro da 2 punti alla fine dei tempi regolamentari troppo presto. Mancavano ancora quasi 4 secondi, sufficienti ad Avellino per trovare lo schema giusto per servire Cervi sotto canestro e portare il match ai supplementari. «A caldo la rabbia per come abbiamo perso è davvero tanta - spiega la guardia Usa della Giorgio Tesi Group - però dobbiamo prendere il verdetto del campo. Per me è stata una serata importante, l'unica in questi playoff. Nelle prime due partite, infatti, non ho giocato molto bene perché ho lasciato che fattori esterni mi influenzassero, come ad esempio l'arbitraggio, e questo ha inciso sul rendimento. Voglio perciò ringraziare Mastellari, Blackshear, Lombardi ed Esposito che mi hanno aiutato moltissimo fra gara-2 e gara-3 a farmi resettare la testa per questo match».
Con i se e con i ma a posteriori la strada che si fa è poca, però chissà cosa poteva succedere con Blackshear in campo e senza infortunio. «Poteva essere diverso - aggiunge - o forse no, visto che sia Filloy che Lombardi hanno giocato bene in difesa. Nunnally non è Mvp del campionato per caso, ha fatto canestri difficilissimi e quindi ha svolto al meglio il suo lavoro. Dobbiamo dire bravi ad Avellino che si sono presi i tiri giusti per vincere».
Giocatore spesso lunatico ed in grado di eclissarsi più volte nella stessa partita, Knowles esprime profonda gratitudine per l'ambiente pistoiese. «Prima d'ora ho girato college e un po' in Europa - dice l'americano - ma qui a Pistoia è la prima volta che ho trovato una squadra dove i giocatori si volevano veramente bene più che rispettarsi. Tutto lo staff è sempre stato positivo con noi: in più i tifosi sono fantastici e questo mi fa pensare che sia di gran lunga il miglior anno di pallacanestro della mia vita». Prima di salutare, Knowles prende fiato e quasi con le lacrime agli occhi fa una dedica particolare. «Thank you for my coach Enzo - non importa tradurre il pensiero di PK - perché mi ha aiutato tantissimo sia in campo che nella vita personale visto che non ho attraversato momenti facili. Se lui mi chiedesse di sfondare un muro o nuotare fino in America lo farei, non mi dimenticherò mai di lui. Sulla mia incostanza di rendimento dico che dovrà essere opportuno mantenermi in forma per un campionato di 9 mesi e migliorare sul piano mentale ma quando ho giocato male era perché avevo piccoli problemi fisici, di cui magari non parlavo nemmeno col coach o col dottore per non farli preoccupare».
Saverio Melegari
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
