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Pistoia

«Non è un pronostico chiuso»

«Non è un pronostico chiuso»

Capitan Filloy protagonista nel finale contro la Betaland: e con Avellino ce la giochiamo

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PISTOIA. Giusto un paio di birre sul pullman che da Capo d'Orlando li ha riportati a notte inoltrata a Messina, da cui all'alba di giovedì mattina la Tesi Group è ripartita in aereo alla volta della Toscana. Così i biancorossi hanno festeggiato l'accesso ai playoff, arrivato con lo storico sesto posto in regular season.

Festa contenuta perché il tour de force imposto dall'inizio immediato dei playoff non concede strappi alla regola, ma anche perché come dice il capitano Ariel Filloy «non è finita qui». Se in molti danno per chiuso il pronostico della sfida dei quarti contro la Sidigas Avellino, che intanto ha fatto incetta di premi con Nunnally e Alberani dichiarati miglior giocatore e miglior dirigente della serie A, la Tesi Group vuole affrontare la meritata post season con la stessa grinta dimostrata in una stagione «di altissimo livello» come dice Filloy. «Siamo stati praticamente tutto l'anno nelle prime cinque posizioni- dice il play italo- argentino, alla terza stagione in biancorosso- alla fine abbiamo chiuso sesti, ma siamo rimasti in alto anche nei momenti di difficoltà. La società non ci ha mai messo pressione, abbiamo continuato a lavorare ed è molto bello arrivare ai playoff. Ora ci aspetta un'altra sfida e vogliamo giocarcela».

Il capitano biancorosso ripercorre le tappe di una stagione da record nonostante, dopo un girone d'andata a tutto gas, la squadra abbia rallentato nel girone di ritorno, arrivando agli ultimi 40' senza la certezza di essere tra le prime otto. Posizione in cui Pistoia è stata tutto l'anno, costruendosi da sola un obiettivo che andasse oltre le aspettative di salvezza. Un risultato legittimato con la vittoria di Capo d'Orlando, gara faticosa, carica di tensione per i biancorossi che nel finale l'hanno risolta anche grazie alle due bombe nell'ultimo quarto di capitan Filloy.

«Non è stata una bellissima partita- evidenzia il regista nato a Cordoba, 155 gettoni di presenza in canotta biancorossa - ma era normale. C'è stata una lunga pausa di 10 giorni dalla gara precedente, dovevamo affrontare la trasferta più lunga. Per fortuna alla fine siamo riusciti a vincere. Non c'è tempo per festeggiare, lo abbiamo fatto un po' sul pullman ma sapendo che domani (oggi per chi legge, ndr) c'è da ripartire per Avellino. Un'altra gara difficile e un altro viaggio lungo, ma lo affronteremo contenti per il grande risultato raggiunto».

Fermato per oltre un mese dal fastidioso infortunio alla coscia, Filloy è stato decisivo nelle ultime gare per scuotere la sua squadra e spingerla verso i playoff. Mettendosi alle spalle quel periodo da tifoso forzato (da fine gennaio a metà marzo) che, ora confida, non è stato per nulla semplice. «Quando mi sono infortunato mi è dispiaciuto tanto perché avevamo raggiunto un equilibrio in squadra, messo a dura prova dalle difficoltà che sono nate dopo, perché poi oltre a me, si sono infortunati altri miei compagni. È stato lo stop più lungo della mia carriera, sono stato fuori 40 giorni e solo da 4-5 partite mi sento di aver ritrovato la forma. Ora mi sento bene e voglio continuare a lottare per rendere ancora più bella questa stagione».

Elisa Pacini

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