Il Tirreno

Pistoia

Sua Eccellenza Ponte Buggianese

di Roberto Grazzini
Sua Eccellenza Ponte Buggianese

Paese in festa per la promozione. Mister Scintu: forse non eravamo i più forti, ma quelli con più fame e più cuore

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PONTE BUGGIANESE. Non è semplice fare calcio a Ponte Buggianese. Tanta, troppa, la rivalità sui 30 chilometri quadrati di un comune grande il doppio di quello di Montecatini ma abitato da circa 9.000 anime sparse fra il centro cittadino e le sei frazioni. Una rivalità che nel corso degli anni ha dato vita a tante realtà calcistiche pontigiane, spinte dalla sindrome del palio e da quell'antagonismo atavico, e l'ambizione di primeggiare in questo borgo agricolo della Valdinievole. Per tali ragioni il ritorno del sodalizio biancorosso in Eccellenza, maturato al termine dell'affermazione sullo Staffoli, assume significati particolari.

I meriti principali vanno all'accoppiata dirigenziale formata dalla personalità forte di Graziano Toci, presidente di stampo antico, inquieto e a volte incontenibile, e dalla più accomodante figura di Roberto Seghetti, braccio destro competente e riservato. Sotto la loro lungimirante gestione, il Ponte è divenuto coi fatti società da prendere a modello per la correttezza verso i propri tesserati.

«È un trionfo che ha sorpreso tutti tranne noi - ammette candidamente Seghetti - che sapevamo di aver costruito un ottimo organico, amalgamato come meglio non si poteva fare da Corrado Scintu, allenatore eccezionale sotto tutti punti di vista. È lui il valore aggiunto».

Mentre i giocatori dopo il liberatorio triplice fischio si tuffano nelle pozzanghere, Scintu mantiene l'aplomb del tecnico cresciuto nell'esercito ma che non ha avuto bisogno di urla belluine o esercizi punitivi per farsi amare e rispettare dal gruppo. «Questa gioia contagiosa per il traguardo raggiunto dei più giovani mischiata a chi torna bambino per un giorno come Bargellini - spiega - dimostra più delle parole l'unità all'interno dello spogliatoio col quale avevo stretto una sorta di patto di sangue. I miei ragazzi hanno onorato alla grandissima l'impegno preso. Forse non eravamo i più forti ma di sicuro siamo stati la squadra con più fame, più gamba e più cuore del torneo».

In mezzo alla festa la faccia commossa del diplomatico direttore sportivo Attilio Sensi. «Da pontigiano doc - spiega - è un successo che sento in modo particolare. Sono fiero di aver contribuito per quanto era nelle mie possibilità al piccolo miracolo sportivo del Ponte».

Intanto il presidente Toci si defila: «Il palcoscenico deve essere per i ragazzi, lo staff e gli sportivi. A me basta la soddisfazione di aver mantenuto la parola data tempo addietro. Il Ponte Buggianese è una squadra di Eccellenza».

Il resto lo hanno detto la qualità del gioco, col denominatore comune degli atleti di scuola Margine (vedi Meucci, Foresta , Tardiola & C.), di gente giovane ma con esperienza in categoria superiore come Moncini, oltre alle scommesa vinta su Cutini e Guarisa e via discorrendo, Ma lo dicono soprattutto le 12 vittorie e i 3 pari nell'imbattuto girone di ritorno. Che la festa continui.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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