Il Tirreno

Pistoia

«Voglio mente fredda e cuore caldo»

di Tommaso Artioli
«Voglio mente fredda e cuore caldo»

A sorpresa la Pistoiese esonera Alvini e chiama Valerio Bertotto ex selezionatore della rappresentativa di Lega Pro

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PISTOIA. «Una scelta scriteriata? Assolutamente no». E' la domanda che pone e alla quale risponde subito, il neo allenatore della Pistoiese Valerio Bertotto. «Di solito mi muovono la passione e la certezza. Se sono qui è perché sono convinto che con poco, nonostante il tempo sia ridotto a quasi nulla, si possa far sì che la Pistoiese si ritagli quella nicchia di tranquillità che manca in questo momento». Quattro partite per garantire alla squadra la salvezza senza passare dai play-out e un gruppo da motivare dopo le ultime scialbe prestazioni. Sono queste le sfide che dovrà affrontare il nuovo tecnico, consapevole del fatto che non c'è tempo da perdere per rimettere in carreggiata la Pistoiese. Le motivazioni, spiega, non devono mai mancare, l'atteggiamento psicologico è importante, ma anche l'aspetto tecnico è fondamentale. Per questo l'allenatore punta da subito a riportare nel gruppo serenità, entusiasmo e cattiveria per costruire una squadra che abbia «mente fredda e cuore caldo». Per riuscirci Bertotto porta a Pistoia il proprio bagaglio di esperienza. Tre anni, dal 2012 al 2015, da selezionatore della rappresentativa di Lega Pro e alle spalle una lunga carriera da calciatore: quattordici stagioni di serie A tra Udinese e Siena e la maglia della Nazionale indossata per quattro volte tra il 2000 e il 2001. «Il mio lavoro - chiarisce - non sarà soltanto quello di dare ordine tattico, ma di curare anche l'approccio psicologico con l'unico obiettivo di fare il bene della Pistoiese». Certamente diversi tra loro il suo precedente ruolo di selezionatore e quello di tecnico di una squadra di club che lotta per uscire dalla zona calda della classifica in Lega Pro. Nonostante questo, il nuovo allenatore arancione ha le idee chiare. «Non mi spaventa - assicura - lavorare con la squadra giorno dopo giorno. Ho fatto il calciatore fino a pochi anni fa e conosco bene la routine di un gruppo. Sono pronto a gestire la quotidianità, anzi, era proprio quello che cercavo». Ha passato la notte tra lunedì e martedì a visionare le registrazioni delle partite della Pistoiese, dopo il contatto decisivo dell’una con il direttore sportivo Nelso Ricci. La trattativa per portare il nuovo allenatore a Pistoia è infatti decollata nella tarda serata di lunedì, dopo che in giornata la società aveva mantenuto al suo posto Massimiliano Alvini. Bertotto ha poi visto da vicino la squadra nel primo allenamento diretto nel pomeriggio di ieri. All'interno del gruppo conosce, però, bene Francesco Vassallo, che nella sua selezione nazionale veniva schierato largo a destra nel tridente offensivo del 4-3-3. «Vassallo - sottolinea - ha grandi qualità, ma adesso è presto per valutare se è il caso di cambiare qualcosa nel sistema di gioco. Tutte le decisioni sul modulo dovranno essere funzionali all'espressione di un'idea di gioco». Alberto Zaccheroni, Luciano Spalletti e Mario Beretta, tra gli allenatori che Bertotto ricorda come punti di riferimento nella sua carriera da calciatore: Con Valerio Bertotto arrivano in arancione l'allenatore in seconda Massimiliano Moras e il collaboratore tecnico Daniele Grendene.

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