Gioco
Antonutti supera il traguardo dei 2.000 punti in A
Festa nella festa domenica 10 aprile per il lungo di Udine. «Grande soddisfazione, e ora avanti coi successi biancorossi
PISTOIA. Festa nella festa per Michele Antonutti che, nella domenica del ritorno alla vittoria della Tesi Group contro la Virtus Bologna, ha sforato quota duemila punti in serie A. Un bel traguardo per il lungo udinese, che rincorreva questo prestigioso obiettivo da settimane e che era diventato quasi una maledizione visto che "Michelone" nelle ultime giornate non era stato tra i protagonisti come ha fatto per due terzi del campionato, tirando la carretta nel periodo dell'emergenza infortuni.
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I sei punti contro le Vu nere, canestri pesanti perchè decisivi a ricacciare indietro l'ultimo assalto della Virtus alle ritrovate certezze biancorosse, hanno portato Antonutti a superare quota 2000, festeggiando le 2002 carezze al canestro in 384 presenze in serie A. «È un bel traguardo- dice il numero nove della Tesi Group- soprattutto perchè ricevi tanti bei pensieri da tante persone care. Ti passano davanti tante fotografie di questi anni, tanti ricordi in ogni squadra in cui sei stato». Carattere estroverso, battuta pronta e grande disponibilità: Michele Antonutti è uno di quei giocatori che ha lasciato un ottimo segno ovunque ha giocato. Per questo pensando ai tanti canestri segnati in 13 anni di serie A (è uno degli italiani più esperti del campionato nonostante abbia appena compiuto 30 anni), affiorano nella testa di "Michelone" tante cartoline, una per ogni piazza che ha difeso come giocatore. Ad iniziare dalla sua Udine, dove 13 anni fa, esordì nella massima serie il 30 novembre 2003. «Il primo canestro? Certo che me lo ricordo anche se sono passati diversi anni. Giocavo ad Udine, avevo 17 anni. Stavamo vincendo di 20 contro Roseto, l'allenatore mi chiamò e ricordo che mi tremavano le gambe sul cubo dei cambi. L'emozione di entrare in campo e segnare un canestro me la ricorderò sempre. Tra i ricordi, ce n'è uno legato ad ogni squadra, alle vittorie importante ai risultati ottenuti o quasi ottenuti. Il più fresco è proprio la "quasi" salvezza dell'anno scorso a Caserta, una cavalcata entusiasmante al pari di molte che ho fatto per promozioni e playoff. Poi c'è il ritorno in serie A con Reggio Emilia, la prima Coppa Italia giocata con Montegranaro. Poi ne ho giocate sei, tante gare di playoff, la prima convocazione in Nazionale».
Quota duemila è stata toccata in una gara decisiva come quella di Pistoia contro Bologna. «È stata una bella partita- continua il lungo della Tesi Group- venivamo da un periodo difficile, tanto lavoro in allenamento e poco ricavo in gara. Non riuscire ad esprimere in partita quello che producevamo in allenamento, era diventato frustrante. La vittoria è stata importante perché arrivata contro una squadra affamata come Bologna, ma noi siamo consci di aver dato sempre il massimo. Abbiamo fatto grandi cose, abbiamo vinto gare importanti, portato Pistoia in Coppa Italia per la prima volta ma nello sport si ricorda sempre l'ultima parte. Noi non vogliamo fermarci ora, abbiamo sentito domenica tutto il pubblico dalla nostra parte e penso che ci darà una grande mano fino alla fine».
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