Il Tirreno

Pistoia

«A scherzare con il fuoco ci si brucia»

Esposito: «Dopo il vantaggio abbiamo giocato con leggerezza». La rabbia del coach per le offese di alcuni tifosi

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A. Aria pesante in casa Pistoia Basket dopo il brutto ko interno contro la Manital Torino. Vincenzo Esposito si presenta in sala stampa molto arrabbiato e non tarda a spiegare il perché: «La cosa più brutta di questa sera, oltre al risultato, è il fatto di essere stato offeso, non come allenatore ma come persona, a fine partita. Non parlo di un tifoso, non di due, ma di molte persone, soprattutto da dietro la panchina. Le critiche a un giocatore o a un allenatore ci stanno - continua il coach - ma come persona assolutamente no».

Esposito, quindi, non se l'è presa per i fischi, come si era ipotizzato in un primo momento interpretando il suo linguaggio del corpo all'uscita dal parquet: «La gente viene a vedere uno spettacolo e alla fine può applaudire o fischiare, ci mancherebbe, pur restando nei canoni della civiltà - afferma - ma non tollero offese di questo genere, non è bello per me né tantomeno per la mia famiglia. Sono diventato un giocatore professionista a 15 anni: da allora hanno provato ad ammazzarmi tante volte - tuona - ma ne devono fare ancora di strada per farmi fuori. Poi Esposito chiude con un ammonimento: «Le ferite si ricuciono, ma le cicatrici restano e a fine anno tirando le somme valuterò anche questi aspetti». Questo invece il commento del coach sulla partita: «Avevo detto all'inizio della settimana che non bisognava scherzare con il fuoco perché Torino è una squadra con giocatori di talento ed esperienza - afferma - credo che la squadra abbia rispettato gli avversari, ma dopo aver preso quel vantaggio all'intervallo abbiamo fatto ciò che non dovevamo fare. Nella seconda parte di gara, infatti, abbiamo iniziato giocare con leggerezza, con attacchi non ragionati e superficiali e una difesa non intensa né fisica. Questo ha dato loro fiducia - continua - mentre per quanto ci riguarda è affiorata la nostra stanchezza fisica e mentale».

Questi, secondo il coach, i motivi di una sconfitta pesante ma che tuttavia non pregiudica il cammino della squadra: «Ripeto, stiamo facendo di più di quello che si potrebbe. La squadra ha lottato - precisa - magari non per tutti i quaranta minuti, ma ha lottato. Se abbiamo ceduto è perché abbiamo la spia rossa accesa a livello fisico e per un po' di appagamento che non dovrebbe esserci ma che, in un gruppo così acerbo, è fisiologico. Serve rimanere compatti per provare a raggiungere i playoff - conclude - che sarebbero un obiettivo nettamente oltre alle nostre lecite aspettative».

Alessandro Benigni

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