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il diesse e il capitano

«E ora la Coppa Toscana per completare l’opera»

«E ora la Coppa Toscana per completare l’opera»

AGLIANA. Direttore sportivo, allenatore e capitano. Ognuno di loro rappresenta un modo diverso di vivere la società. Nel caso dell’Aglianese, c’è un forte punto d’unione che lega figure così...

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AGLIANA. Direttore sportivo, allenatore e capitano. Ognuno di loro rappresenta un modo diverso di vivere la società. Nel caso dell’Aglianese, c’è un forte punto d’unione che lega figure così differenti. Tutti e tre, infatti, sono tornati ad Agliana nella scorsa estate, dopo un’assenza più o meno lunga.

Richiamati dalla società per vincere, non hanno fallito al primo tentativo. Fabio Ciatti è il direttore sportivo, ex giocatore dilettantistico è cresciuto proprio con i colori nero-verdi addosso: «Per me –spiega- è stato un onore poter ricoprire questa carica. Ringrazio tutti i dirigenti, dalla famiglia Giusti al presidente Doni che mi hanno dato l’opportunità di costruire una squadra di vertice fin da subito. Come prima cosa, abbiamo deciso di partire dalla base, cercando figure idonee per ruoli diversi, dal magazziniere al massaggiatore. La vittoria in campionato è merito anche loro».

La parte tecnica, invece, è stata affidata a mister Stefano Ceri. Un nome pesante nel panorama dilettantistico locale, visti i numerosi trionfi ottenuti anche in altre categorie: «Quando Ciatti mi ha chiamato –dice il coach - non ho esitato. Sono stato giocatore dell’Aglianese a fine anni ’80 e tornare qua con progetti così seri mi è sembrata un’occasione da non perdere. La squadra è stata ritoccata profondamente rispetto allo scorso anno. È un gruppo fantastico che si è meritato la promozione».

Il capitano Andrea Cappelli, invece, è l’immagine pratica della voglia di emergere. Ex Jolly Montemurlo e Larcianese ha deciso di tornare a casa. «Sono aglianese doc, abitante del rione Mercato –commenta- Qua ho esordito in C2 per poi vestire altre maglie in D ed Eccellenza. Scendere in Prima categoria non mi ha pesato, perché conoscevo allenatore, dirigenti e diversi giocatori. L’organizzazione societaria non è così differente rispetto a categorie più alte e questo è sicuramente un merito della società. Dal punto di vista tecnico sapevamo di essere superiori e per questo non è stato così semplice calarsi in una realtà nuova, con squadre che giocano in modo differente e con ritmi inferiori rispetto a quanto ero abituato. Adesso speriamo di poter esultare con la Coppa Toscana. Ci manca quella per completare l’opera e regalare qualcosa di indimenticabile a tutta Agliana». (e.b.)

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