Aglianese, il paradiso non attende più
I neroverdi volano in Promozione con 4 giornate di anticipo e numeri record: 18 vittorie, 8 pareggi e 58 gol all’attivo
AGLIANA. Vincere un campionato è sempre difficile, anche se tutto è programmato da tempo e il trionfo sembra scontato. Forse è per questo che assistere al trionfo dell’Aglianese nel girone B di Prima categoria è parso un passaggio normale del campionato.
Il progetto di riportare la società neroverde nelle categorie nazionali, infatti, è stato chiaro fin dallo scorso agosto, quando un pool di imprenditori è entrato in società con ambizioni forti. Molti di loro facevano parte del gruppo storico che una ventina di anni fa trascinò il sodalizio aglianese in serie C2. Per questo, vincere la Prima categoria con quattro giornate di anticipo è sembrato un passo straordinario ma dovuto, alla luce della squadra costruita in estate. Tutto è partito con la scelta di affidare la vera fuoriserie del campionato a mister Ceri: nessuno meglio di lui poteva condurre al traguardo desiderato una squadra partita come favorita. Il coach, difatti, ha bissato il successo ottenuto la scorsa stagione alla guida dell’Impavida Vernio Vaianese. Con lui sono arrivati numerosi giocatori, in una rosa profondamente rinnovata rispetto al campionato precedente. E per gli acquisti si è mirato in alto, andando a pescare in categorie superiori, fino alla serie D. Calciatori del calibro di Cappelli, Raimondo, Bastogi e Ceccarelli, solo per citarne alcuni, sono un vero lusso in questi campi e la differenza con il resto delle squadre si è vista tutta. Il loro merito è stato quello di calarsi in una realtà nuova, portando mentalità vincente e modi di fare consoni a livelli superiori. I numeri dell’Aglianese sono impressionanti: 18 vittorie, 8 pareggi e nessuna sconfitta con 58 reti all’attivo e 18 subite.
Difficile trovare un uomo immagine della stagione in un team completo e superiore in ogni reparto. Forse, colui che identifica il percorso di crescita intrapreso dalla società è bomber Rinaldini cannoniere della squadra assieme a Longo con 11 reti. Lui è stato uno dei pochi confermati dalla stagione precedente in una rosa che, comunque, annovera diversi atleti residenti del luogo. Ma il bello è che rimangono 360 minuti per migliorare i propri record e, perché no, terminare la stagione da imbattuta, allungando ancora sulle avversarie. Nessuna delle rivali, infatti, è riuscita a tenere il passo imposto dagli uomini di Ceri e tutte si sono subito accodate dietro, giocando solo per i playoff .
Il distacco si è allargato una giornata dopo l’altra, diventando una voragine fino ai 13 punti attuali. Tanto è bastato per dar via ai festeggiamenti sul campo della seconda in classifica, Viaccia. In realtà si è trattata di una festa contenuta: l’Aglianese è scesa in campo senza quattro titolarissimi e nessuno si aspettava il pari dell’Audace Galluzzo, anch’esso secondo, sul terreno del Candeglia. Oltre a questo, qualcuno avrebbe potuto pensare a un momento di distrazione, con l’obiettivo fissato sulla Coppa Toscana.
Mercoledì sera, al “Due strade” di Firenze, l’Aglianese si giocherà la finalissima contro il Saline, partendo con i favori del pronostico. Se dovesse arrivare l’ambito double, allora nessuno tratterrebbe la propria felicità per un risultato mai visto prima ad Agliana. Eppure la Promozione potrebbe essere ben poca cosa al cospetto del passato della società presieduta da Gianni Doni. Fino al 2005 la squadra di casa era in serie C2 e l’anno prima l’allenatore era un certo Massimiliano Allegri. In realtà gli anni d’oro terminarono proprio con l’addio al calcio professionistico, con continui alti e bassi, fra cui il fallimento e la ripartenza in Terza categoria nel 2006. Tra i tanti momenti di rinascita, questo è, senza dubbio, il più concreto. Dieci anni dopo aver toccato il gradino più basso del calcio dilettantistico, come dicono ad Agliana, il presente calcistico della città, finalmente, è più verde che nero.
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