Il Tirreno

Pistoia

I limiti della Tesi Group negli scontri diretti

Elisa Pacini
Ariel Filloy contro Cremona (Foto Gori)
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Ariel Filloy contro Cremona (Foto Gori)

Il direttore sportivo del Pistoia Basket, Giulio  Iozzelli, elogia la formazione della Vanoli Cremona ma è certo che i biancorossi si sono comportati egregiamenti nonostante la sconfitta

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PISTOIA. Se la Vanoli rimane un'enigma irrisolto per la Tesi Group, come dice senza mezzi termini Giulio Iozzelli, è innanzitutto per merito di una squadra che «può ambire alla semifinale scudetto» sempre per dirla con il direttore generale biancorosso. Certo nella disamina del giorno dopo la sconfitta pistoiese con Cremona, c'è anche l'analisi di una prestazione non brillante da parte della squadra di Esposito, caduta in maniera netta nello scontro diretto per la top 5. Una squadra, quella biancorossa, da cui ci si aspetta sempre molto anche perché - al netto delle alchimie tattiche di Pancotto ad esaltare la fisica esperienza della sua Cremona - la Tesi Group se l'è giocata a testa alta con tutti.

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«Da Pistoia ci si aspetta sempre partite veementi ed intense- dice Iozzelli - forse un'altra squadra contro la Cremona di domenica, ne avrebbe prese di più. Perché è vero che c'è sempre stata la sensazione di non farcela ma la squadra non ha mai mollato ed è rimasta sempre in scia degli avversari. E' chiaro che per una squadra che, come noi, fa dell'energia la sua qualità principale, se questa viene un po' meno e giochi contro una squadra forte, è difficile batterla. Di positivo c'è che siamo tornati tutti, che speriamo di recuperare al meglio quanto prima il capitano (Ariel Filloy, ndr) per vedere quanta energia rimane». Giocatori che finora hanno tirato avanti la carretta, con minutaggi extralarge come ad esempio Wayne Blackshear, alla seconda gara consecutiva lontano dalla ribalta dei migliori in campo. Sia nella vittoria di Caserta (6 punti in 17') che contro i muscoli di Cremona (4 in 20' con 9/4 dal campo), l'ex pupillo dello storico coach Ncaa di Louisville College, Rick Pitino, non è riuscito a dare il suo solito contributo. Iozzelli però allenta la pressione sul giovane di Philadelphia. «Tre giornate fa è stato il migliore in campo - continua il direttore generale della Tesi Group - Blackshear è un rookie, un esordiente che ha già capito tante cose ma non tutte. Che ha qualità significative ma in certe situazioni, non ha una certa tecnica che lo supporta e deve leggerle meglio. Quando è stato messo in difficoltà, come è successo contro Cremona, deve capire come fare a reagire e non incassare a testa bassa. Ma Blackshear è questo da tutto l'anno: ha iniziato in maniera modesta, poi è cresciuto, calato, ha avuto il problema al polso a limitarlo e ha fatto gare super. La differenza tra le squadre giovani e quelle più esperte che riescono a fare gruppo è proprio il risentir meno di queste situazioni». Se Cremona con il successo di Pistoia è lanciatissima verso le prime posizioni, la Tesi Group sa bene che manca ancora qualche tappa per l'ambita meta dei playoff. (e.p.)

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