Sicurezza
Antonutti: abbiamo giocato col cuore
L’ala Udinese sottolinea la prova dei giovani che si sono fatti trovare pronti
PISTOIA. L'entusiasmo del ritorno alla vittoria è più forte dei dolori "un po' ovunque" che Michele Antonutti sente al termine della "battaglia" del PalaMaggiò, davanti ai suoi ex tifosi casertani che hanno reso omaggio a lui, a Ron Moore e a coach Esposito che l'anno scorso si sono battuti fino alla fine per quella salvezza che poi Caserta ha trovato nel ripescaggio. Il "cigno" di Colloredo, d'altra parte, è tra quei giocatori che in questo periodo di emergenza formazione si è sacrificato di più, giocando in tutti i ruoli. «E' stata una vittoria di cuore - dice l'ala udinese - il gruppo ha voluto girare un periodo non dico negativo ma comunque difficile. Credo che sia un grande onore vincere fuori casa, con tutto quello che abbiamo avuto in settimana. A sabato avevamo fuori tutti i lunghi». Il recupero in extremis di Kirk e Czyz, mai allenati in settimana, e tornati in palestra solo per la rifinitura del sabato quando Esposito non aveva illuso sul loro utilizzo, è stata l'ennesima prova della disponibilità e della grinta dei giocatori di questa squadra. I 10' totali del trio Di Pizzo- Severini- Mastellari ha permesso di allungare le rotazioni e, insieme alla crescita di altri giovani come Amato e Lombardi, nessuno ha giocato più di 30'. «Questa squadra ha il grande pregio di avere giocatori che non hanno paura a fare un passo avanti - continua Antonutti- i giovani si sono fatti trovare pronti. Abbiamo l'energia fresca di Amato, sta per rientrare anche Filloy, continuiamo a giocare con grande energia ed entusiasmo, questa parola deve contraddistinguerci sempre». A Caserta, Pistoia è cresciuta dopo l'intervallo. Quando nelle altre gare, pur intense e generose, aveva ceduto il passo. «Sapevamo che l'attacco di Caserta non è tra i migliori - continua l'ala Tesi Group numero 9, 9 punti, 7 rimbalzi e 3 assist al PalaMaggiò - nella prima parte gli avevamo permesso troppi punti, sapevamo che in difesa qualcosa non andava. Ci sono stati molti falli, segno che non volevamo risparmiarci. Volevamo una gara maschia, forse non è stata bella, ma abbiamo tenuto il nostro ritmo». (e.p.)
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