Il Tirreno

Pistoia

Antonutti: «Guai ad accontentarsi di quanto già fatto»

di Elisa Pacini
Antonutti: «Guai ad accontentarsi di quanto già fatto»

L’ala udinese della Tesi Group Pistoia Basket scuote la squadra in vista della trasferta ad Avellino

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PISTOIA. Dalla consapevolezza di essere “in trincea con l’elmetto” per contrastare in condizioni di emergenza, avversari attualmente molto forti, alla carica data ai compagni più giovani. Le parole di Michele Antonutti verso la difficilissima trasferta della Tesi Group domenica ad Avellino sono quelle del giocatore d’esperienza che, specie in questo periodo, deve dare il suo contributo a tenere su mentalmente il gruppo. «Perché sarebbe facile dire che siamo stanchi, che se perdiamo è lo stesso in questo momento difficile - dice l’ala friulana- invece è il momento di parlare di più con sé stessi perché rischiamo di buttar via quello che di buono abbiamo fatto finora e sarebbe un peccato. Per questo sta alla nostra maturità, dire che non vogliamo accontentarci. Garantisco che, nonostante la giovane età, questa squadra è matura». Antonutti parla anche per quei compagni molto giovani che già domenica contro Trento hanno cercato di allungare la coperta cortissima a scacchi bianchi e rossi, dando minuti di qualità soprattutto nel caso di Mastellari. «Penso che ora come non mai, dobbiamo cercare di non farci prendere da picchi di felicità o di disperazione - continua Antonutti - dobbiamo rimanere nel giusto equilibrio. Ai ragazzi giovani io dico sempre, la vostra carriera non finisce in una partita, per questo entrate e fate, prendete ogni occasione che vi viene data con serenità». A metà tra il fratello maggiore e il sindacalista, Antonutti apre la riflessione all’infinito dibattito sull’impegno dei giocatori italiani, rilanciato in settimana proprio da Pino Sacripanti, coach della Sidigas prossima avversaria di Pistoia. «Se i club devono spendere 200 mila euro per un americano non battono ciglio, se invece devono investire la stessa cifra nel settore giovanile tirano fuori la storia delle difficoltà economiche. Io sono per una rivoluzione» ha dichiarato a Repubblica.it, l’allenatore di Avellino nonché ex coach della Nazionale Under 20 con cui negli anni ha conquistato tanti riconoscimenti tra cui l’oro europeo nel 2013 nella squadra dove c’era anche Eric Lombardi. «Sono d’accordo - dice il numero 11 biancorosso, 9,5 punti e 3,8 rimbalzi a gara- si parla di pochi italiani anche nel calcio, che ha un bacino d’utenza calcolato maggiore di 150 volte alla pallacanestro, figuriamoci se il basket può smettere di lavorare sui vivai. Allora daremmo davvero ragione a chi vuole un mercato libero. Lo so che per lavorare con i giovani ci vuole programmazione, ci vuole la pazienza di aspettare e poi di non farli bruciare. Ma anche con la Giba, il sindacato dei giocatori, stiamo lottando per questo. E dopo anni di buon lavoro, i risultati sono buoni con giocatori in Nba e ai vertici del basket europeo». Verso Avellino, Antonutti prepara tutti alla battaglia. Senza pensare al rammarico che ha lasciato quel rimbalzo su cui Wright si è avventato sul 62-64, decidendo il match. «C’eravamo io e Alex Kirk - riavvolge il nastro l’ala udinese- ci siamo guardati pensando, lo prendo io o lo prendi te e lui è sbucato da dietro. A volte succede, sono gli episodi che cambiano le partite».

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